Itaca per sempre di Malerba a teatro

a cura di Redazione Oscar

Roma 12-17 marzo 2019

Itaca per sempre

Liberamente tratto dal romanzo Itaca per sempre di Luigi Malerba, l'adattamento teatrale omonimo va in scena a Roma da martedì 12 a domenica 17 marzo al Teatro Argot Studio.
Una produzione di Trento Spettacoli, la regia è di Andrea Baracco in collaborazione con la drammaturga Maria Teresa Berardelli e con Woody Neri e Maura Pettorrusso, rispettivamente nel ruolo di Ulisse e Penelope.


Itaca per sempre

© Francesca Ferrai

Dal romanzo allo spettacolo teatrale

Con Itaca per sempre Luigi Malerba ribalta la storia di Penelope e Ulisse, umanizzandone il mito.
L'Ulisse di Malerba è meno eroico dell'Ulisse di Omero; è un uomo stanco che, una volta tornato a casa, viene assalito da molteplici dubbi ed è condannato a non essere mai riconosciuto.
Ma è lui che è davvero irriconoscibile o sono gli occhi degli altri a non riconoscerlo? Appena Penelope lo vede, lo riconosce; eppure, offesa dal gioco di finzione e menzogne che instaura lui, decide di non dirgli niente. E anche dopo la strage dei Proci, quando Ulisse si rivela a lei, continua a portare avanti quel gioco.

«Saprei riconoscere Ulisse anche dopo cento anni in mezzo ad altri cento uomini» gli dice. Perché? Davvero Penelope è mossa solo da vendetta? Andando più a fondo nella lettura del romanzo e adattandolo per il teatro, ci siamo ritrovati a capire che Penelope non può essere mossa solo da vendetta, ma qualcosa di più intimo e profondo la porta a non capire più se colui che ha davanti è davvero il suo sposo.

«Chi sei Ulisse? Cosa sei diventato?», si chiede.

Non mette in dubbio la sua identità, ma non riesce a riconoscerlo come il suo sposo. E anche Ulisse fatica a riconoscere in Penelope la sua sposa. Ecco allora che questa diventa una storia sul riconoscimento di sé e dell'altro e sull'accettazione di ciò che ci appare estraneo, solo perché, in realtà, diverso da come lo avevamo pensato.
«Ho imparato che non bisogna mai mettere a confronto i sogni con la realtà» dice all'inizio Ulisse.

Un'indagine, dunque, sull'identità e sull'impossibilità del riconoscersi per come si è, per come si è diventati. Ecco il dramma di questa Penelope e di questo Ulisse, che non si riconoscono in fondo per quello che sono ora. Ci provano, superato il gioco di finzione, a ristabilire un'unione matrimoniale, ma tutto appare svuotato. E da questo vuoto Ulisse sente nascere il desiderio di fuggire; se non lo fa, è per paura, perché l'ignoto ormai lo spaventa. Tornerà da Penelope e solo alla fine potranno forse riscoprirsi come due, non più giovani, ma nuovi sposi.

Testo di: Maria Teresa Berardelli, drammaturga, e Andrea Baracco, regista.

Itaca per sempre
© Francesca Ferrai

Itaca per sempre

Luigi Malerba

Tornato a Itaca sotto mentite spoglie, Ulisse si rivela a Eumeo e a Telemaco, organizza la vendetta, la esegue. Ma come è possibile che Penelope non riconosca mai, neppure nel bagliore di un sospetto, lo sposo? A questa domanda risponde la Penelope di Luigi Malerba, che, pur avendo riconosciuto subito l'eroe, tace. E nel silenzio si macera, chiedendosi: perché Ulisse si svela a tutti e non a ...

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Il libro di Malerba

Il libro narra di Ulisse e del suo ritorno alla lontana patria. In questo romanzo l'autore cambia un po' questa parte dell'Odissea (XIII libro) e lascia ampio spazio ai pensieri di Ulisse.
Il libro si svolge con la narrazione diretta da parte di Ulisse e Penelope a capitoli alternati. Nel libro di Malerba viene dato un ampio spazio a Penelope e ai suoi sentimenti, inoltre, a differenza del poema epico, nel romanzo la regina riconosce subito Ulisse e per molti capitoli avviene un'introspezione di Penelope del tutto assente nell'Odissea.
Nel post-scriptum del libro Malerba spiega la nascita dell'idea che ha dato vita al romanzo, scaturita da una discussione con Pietro Pucci e la moglie dell'autore stesso, e aggiunge l'ipotesi (da lui stesso definita una congettura romanzesca) che la nascita dei due poemi epici di Omero, nascano da dei racconti dello stesso Ulisse, messi per iscritto da un figlio di Telemaco.

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