Goodbye, Philip Roth

a cura di Redazione Oscar

Philip Roth 1933-2018

Quella sera lesse qualcosa su la mort de toi, con cui aveva già una certa familiarità, e con cui era destinato ad averne molta di più. «Finora» lesse «abbiamo illustrato due atteggiamenti nei confronti della morte. Il primo, il più antico e quello più a lungo seguito, nonché più comune, è la ben nota rassegnazione al destino collettivo della specie, che può essere riassunta nella frase: Et moriemur, e moriremo. Il secondo, comparso nel dodicesimo secolo, rivela l’importanza attribuita nell’epoca moderna all’io, alla propria esistenza personale, e si può esprimere con un’altra frase: la mort de soi, la propria morte. A partire dal Settecento, la società occidentale ha cominciato a dare alla morte un nuovo significato. L’ha esaltata, l’ha drammatizzata, e l’ha considerata avida e inquietante. Ma già l’uomo cominciava a preoccuparsi meno della propria morte, e di più della mort de toi, della morte di qualcun altro…»

da Il teatro di Sabbath

Philip Roth nei Meridiani

In una recente intervista di Elèna Mortara, curatrice del primo volume dei Meridiani a lui dedicati, Philip Roth ha ripercorso i momenti salienti della sua carriera, individuando ancora una volta i nodi fondamentali della sua scrittura nel rapporto con la famiglia e con l’ebraismo, stabilendo inoltre un decisivo legame con Kafka e il suo modo di fare letteratura. Possiamo aggiungere con certezza che al centro di tutta la sua opera sta la vita dell’uomo, senza tabù o restrizioni.

Oggi, nell’apprendere la notizia della sua scomparsa, vogliamo salutare Philip Roth con profonda stima e ammirazione, ringraziandolo per i libri straordinari che ci ha lasciato e per la generosità e l’apprezzamento con cui ha accolto la pubblicazione dei suoi primi testi nei Meridiani.
Rinnoviamo l’impegno nei suoi confronti e verso il pubblico, annunciando l’uscita del secondo volume, a cura di Paolo Simonetti, che contiene quattro tra i capolavori della sua maturità di artista, da Patrimonio a Pastorale americana, passando per Operazione Shylock e Il teatro di Sabbath. Seguirà, nella tarda primavera del 2019, il terzo e ultimo tomo, impreziosito da un saggio di Alessandro Piperno e contenente una scelta delle opere a seguire, da Ho sposato un comunista fino a Nemesi, il suo testamento di scrittore, pubblicato nel 2010.

I Meridiani di Philip Roth