‘Fontamara’ di Silone rivive quest’estate in una maratona di lettura

a cura di Redazione Oscar

Dopo il grandioso murales di Fontamara,
le parole di Ignazio Silone rivivono ad Aielli


Le parole degli scrittori a volte devono uscire dai libri, risuonare nell'aria, venir cantate e recitate, essere incise sui muri.
È questo che è successo nell'estate del 2018 quando ad Aielli, nell'ambito del festival Borgo Universo, è stato dipinto un murales unico nel suo genere che ha messo nero su bianco l'intero romanzo più famoso di Ignazio Silone: Fontamara. Parola per parola sul muro di un edificio pubblico da 100 mq.


Il testo dello scrittore di Pescina, che ha cantato il dolore della Marsica e dei suoi contadini, è stato protagonista di un lavoro di due settimane, guidato da Andrea Parente, in arte Alleg, con gli artisti Ema Jons e Ambra Sbrama e i tanti passanti occasionali che hanno dato un contributo all'impresa. Un omaggio a Ignazio Silone, ai suoi luoghi antichi e oscuri rivolti verso il Fucino e stretti tra le colline e la montagna.

Una lettura collettiva di Fontamara


Il 19 agosto 2019 le parole di Ignazio Silone risuoneranno nuovamente ad Aielli, sullo sfondo del murales di Fontamara, per una lettura collettiva del capolavoro dell'autore. Dopo la scrittura, sarà questa volta la voce ad animarlo, per una nuova emozionante performance corale. L'iniziativa è organizzata dall'associazione culturale Libert'aria, che sta radunando tutti i "donatori di voce" locali che esprimeranno una storia universale di "nascite, morti, amori, odii, invidie, lotte, disperazioni", per citare Silone.


 

Fontamara


Uno sguardo a Fontamara


È il romanzo che più di ogni altro incarna il senso della vicenda umana e politica di Ignazio Silone, "socialista senza partito e cristiano senza chiesa", uomo cresciuto in una terra amara, deciso a lottare per i suoi contadini.
Clamoroso caso letterario del Novecento, scoperto in Italia solo vent'anni dopo la sua pubblicazione in tedesco, Fontamara narra la storia di un paese della Marsica, scelto come simbolo dell’universo contadino.
I materiali autobiografici si legano alla lunga lotta di Silone contro l’ingiustizia e gli abusi del potere istituzionale che lo avevano visto impegnato in politica, in letteratura e sui giornali. Il tema è quello della lotta tra i "cafoni" e i borghesi, "i due piuoli della scala sociale del paese". 


Le ingiustizie più crudeli vi erano così antiche da aver acquistato la stessa naturalezza della pioggia, del vento, della neve. La vita degli uomini, delle bestie e della terra sembrava così racchiusa in un cerchio immobile saldato
dalla chiusa morsa delle montagne e dalle vicende del tempo. Saldato in un cerchio naturale, immutabile, come in una specie di ergastolo.



Un libro di denuncia, che racconta la coscienza di Silone, la natura apostolica del suo lavoro di moralista e di scrittore.
Testimonianza della vicenda 
di un uomo che, cantando i contadini della Marsica, ha cantato il Mezzogiorno di ogni parte del mondo. 

Le opere di Ignazio Silone