Escobar – il fascino del male al cinema

a cura di Redazione Oscar

Due premi Oscar in un film su Pablo Escobar

Escobar

Se avete amato la serie su Netflix Narcos (dove El Patrón aveva il volto di Wagner Moura) e se avete visto Escobar con Benicio del Toro, non potete perdervi anche Escobar - Il fascino del male nelle sale italiane da aprile 2018: oltre che essere interpretato dal premio Oscar Javer Bardem e Penélope Cruz, in questa pellicola il personaggio di Escobar è descritto, filtrato e raccontato attraverso gli occhi della sua amante, la giornalista televisiva colombiana Virginia Vallejo. La sceneggiatura del film si basa proprio sul libro di memorie Amando Pablo, Odiando Escobar  (Giunti) e infatti il titolo originale del film è Loving Pablo, già faceva intuire molto dell’atmosfera e dell’intenzione del film.

Pablo Escobar: Non mi piace andare in giro con le donne sposate e la prossima volta che usciamo non sarai più sua moglie!
Virginia Vallejo: Sarò la sua vedova?
Pablo Escobar: Virginia, per chi mi hai preso?!

Guarda il trailer del film "Escobar - Il fascino del male"

Pablo Escobar. El patrón

Escobar nacque a Medellin nel 1949 con il sogno di diventare un milionario e una figura di spicco nella storia del suo paese. A ventisei anni, dopo essersi dedicato al contrabbando, ai furti d'auto e a corruzione e falsificazione, cominciò a spacciare cocaina e diventò il capo indiscusso del cartello di Medellin, che controllava l'80% della "polverina bianca" che entrava in Messico, Venezuela, Repubblica Dominicana, Stati Uniti e Spagna. Affetto da manie di grandezza che lo portarono ad accumulare, nella sua personalissima Xanadu (la Hacienda Nápoles), animali rari, uno stadio e svariate collezioni d'auto, fu considerato, per un certo periodo, una specie di eroe nazionale (conosciuto come "El Patron"), perché fece costruire scuole, ospedali e mense per i poveri. Tentò la strada della politica e col tempo divenne sempre più crudele, arrivando a far uccidere chiunque gli andasse contro. Nel 1991, per evitare l’estradizione verso gli Stati Uniti, Pablo Escobar si consegna alla giustizia colombiana. Ancora molto potente, ottiene di essere trasferito a La Catedral, una prigione lussuosissima (nella quale invitò anche Diego Armando Maradona) e che diventerà l’ultimo quartier generale del più grande narcotrafficante di tutti i tempi. Fu ucciso, il 2 dicembre del 1993, da una squadra di agenti colombiani che lo cercava da mesi dopo un'evasione coadiuvata dalla parte corrotta della polizia colombiana.

Il graphic novel Escobar. El patrón, che ha lanciato la collana Oscar Ink nell'aprile 2017, racconta in modo fedele, il tragico epilogo della sua vita romanzesca, gli anni de La Catredal e l'ultima fuga prima di essere catturato e ucciso sui tetti di un quartiere borghese di Medellin. Una biografia a fumetti scritta da Guido Piccoli, giornalista che si è a lungo occupato di Colombia e disegnata dal magnifico Giuseppe Palumbo.

 

Escobar

Giuseppe Palumbo

Nel 1991, per evitare l'estradizione verso gli Stati Uniti, Pablo Escobar si consegna alla giustizia colombiana.
Ancora molto potente, ottiene di essere trasferito a La Catedral, una prigione dorata che diventerà l'ultimo quartier generale del più grande narcotrafficante di tutti i tempi.
Ma Colombia e Stati Uniti hanno deciso di porre fine ...

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