Che Guevara: fino alla vittoria, sempre

a cura di Redazione Oscar

Addio figli miei, Aleida, Fidel fratello mio

Queste sarebbero state le ultime parole di Ernesto Che Guevara il 9 ottobre di 50 anni fa, in un piccolo villaggio in Bolivia: dopo essere stato colpito e catturato da un reparto antiguerriglia dell’esercito boliviano, il Che morì dopo una lunga agonia durata molte ore. 

A distanza di 50 anni la sua figura, il suo mito, il suo vero e proprio culto hanno resistito alle usure del tempo in maniera sorprendente, attraversando le generazioni e i cambiamenti storici e sociali.

Nato a Rosario in Argentina nel 1928 da una famiglia borghese, appassionato fotografo e lettore in adolescenza, nel 1950, a 21 anni, parte per un lungo viaggio in Sudamerica in motocicletta. Un viaggio raccontato nel libro e in un film Latinoamericana. I diari della motocicletta, che segnò una svolta nella vita del Che.

“Quel vagare senza meta per la nostra Maiuscola America ha cambiato molto più di quanto credessi”.


La riproduzione della moto di Ernesto Che Guevara davanti alla locandina del film "I Diari della Motocicletta" del 2004

Il rivoluzionario: o patria o muerte

La scoperta di un mondo povero, il contatto con le teorie marxiste, fecero nascere in lui lo spirito rivoluzionario e una visione del Sudamerica come unica nazione senza confini e senza le ingiustizie e i fortissimi contrasti sociali che caratterizzavano il continente in quegli anni.

Da qui parte l’epopea del Che. Dopo la laurea in medicina viaggiò ancora a lungo in Sudamerica entrando a contatto con esuli e rivoluzionari, tra cui un giovane Fidel Castro che progettava il rovesciamento del regime cubano di Batista. E alla fine degli anni Cinquanta Il comandante Che Guevara è protagonista della rivoluzione cubana, guidando una colonna militare e divenendo poi ministro del nuovo governo socialista di Fidel Castro. Racconterà questa esperienza in La guerra rivoluzionaria a Cuba. Nel novembre 1966 ritorna in Bolivia con l’obiettivo di estendere la rivoluzione anche al continente, creando dei nuclei di guerriglia sul territorio. Da quel giorno, per quasi un anno tenne un diario, Il diario del Che in Bolivia (l'edizione Oscar contiene immagini inedite) che si conclude pochi giorni prima della morte e che ha contribuito alla nascita del mito del Che: un documento crudo della vita da guerrigliero in cui rivivono il coraggio, la determinazione, la coerenza di chi si batte per una guerra giusta o forse un’utopia necessaria.

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