Agatha Christie: la Regina del delitto

a cura di Redazione Oscar

Signora del giallo, regina del delitto

Agatha Christie

Agatha Christie è la più famosa giallista al mondo, e una delle più prolifiche scrittrici di ogni tempo: ha al suo attivo circa ottanta opere, tradotte in più di cento lingue e vendute in oltre due miliardi di copie. Oltre ai gialli e alle opere teatrali, ha scritto sei romanzi d'amore, un'autobiografia e un libro di viaggio. Forse non tutti sanno che Agatha Christie non è in realtà il suo vero nome, ma lo pseudonimo di Agatha Miller (1890-1976) e che nel 1971 ha ricevuto il più alto riconoscimento britannico, divenendo Dama dell'Impero.

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Vita VS Romanzi

La vita ha spesso una trama pessima. Preferisco di gran lunga di miei romanzi.

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Il più celebre romanzo di Agatha Christie compie 80 anni

Dieci piccoli indiani. E non rimase nessuno è il libro di Agatha Christie più letto, più amato e più rielaborato per il teatro, il cinema e la televisione... e torna oggi nella nuova traduzione di Lorenzo Flabbi, che rende giustizia a tutte le sfumature del testo.

Leggi il primo capitolo della nuova traduzione.

Dieci piccolo indiani ...e non rimase nessuno

Una casa misteriosa su un’isola deserta, lontano dal resto del mondo. Dieci persone che non si sono mai conosciute prima, tutte accomunate da un’inquietante passato, riunite sotto lo stesso tetto da una serie inspiegabile di inviti. Un’assurda filastrocca per bambini che ritorna ossessivamente, scandendo in maniera implacabile, come in un incubo, una serie di omicidi.
Ma chi è l’assassino? E perché uccide?


Prima del Signore delle mosche di William Golding e ben prima del Grande Fratello televisivo, la Christie indaga le dinamiche di aggressività che si creano tra sconosciuti isolati e in una situazione di pericolo.

Dieci piccoli indiani. E non rimase nessuno

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La stanza era impeccabile, arredata con gusto in stile sobrio ed efficace.

I morbidi tappeti bianchi sul pavimento di legno, le pareti chiare, un ampio specchio ben illuminato, la mensola del caminetto priva di soprammobili a eccezione di un grosso orso di marmo bianco, una scultura moderna in cui era incastonato un orologio.

Sopra al camino, in una cornice cromata, era appesa una pergamena con u...

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80 anni di un titolo controverso

Il romanzo utilizza il classico schema della “camera chiusa” e si impernia su una filastrocca popolare, i cui dieci protagonisti muoiono uno dopo l’altro.
Attestata a partire dagli anni 1868-69, la filastrocca era originariamente musicata sia col titolo Ten Little Niggers sia con quello alternativo di Ten Little Indians e ammetteva, oltre al finale in cui il decimo personaggio si impicca, anche un lieto fine col matrimonio dell’ultimo sopravvissuto.
Il crime novel che esce nel novembre 1939 da Collins a Londra si intitola Ten Little Niggers; la vicenda si svolge a Nigger Island e le statuette rappresentano “ten little Niggers”.

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Il termine nigger però è inaccettabile negli Stati Uniti, dove il romanzo è pubblicato da Dodd, Mead & Co. nel gennaio del 1940 col titolo And Then There Were None, tratto dall’ultimo verso della filastrocca anziché dal primo; Soldier Island è il nome dell’isola e i dieci sono “little soldier boys”. (Sempre negli USA per qualche anno si affacceranno in libreria anche dei paperback col titolo Ten Little Indians e con le conseguenti modifiche dei nomi dell’isola e dei protagonisti.)
Oggi il titolo invalso sia in Gran Bretagna sia negli Stati Uniti è And Then There Were None, l’isola si chiama Soldier Island e i dieci sono “little soldiers”.

La fortuna in Italia

In Italia, nel 1946 Arnoldo Mondadori Editore pubblica come n. 10 della nuova serie dei “Libri gialli” ...e poi non rimase nessuno.

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Dal 1977 il romanzo diventa Dieci piccoli indiani; il vecchio titolo passa sottotitolo, per poi eclissarsi.
I lettori che hanno sempre sentito chiamare questo romanzo Dieci piccoli indiani, a partire da questa nuova traduzione, possono cominciare a famigliarizzarsi anche col titolo corrispondente a quello inglese, ovvero E non rimase nessuno, usato anche per l’adattamento teatrale (in Agatha Christie, Tutto il teatro, traduzione di Edoardo Erba, Mondadori, 2014).

Dieci persone dovevano morire...

Il libro, nato da una lunga fase di elaborazione, mi riempì di soddisfazione. Era chiaro, lineare e al tempo stesso sconcertante, tanto che, nonostante fosse retto da una logica ferrea, dovetti aggiungere un epilogo per spiegare come si erano svolti i fatti. Ebbe un’ottima accoglienza, sia dal pubblico sia dalla critica, ma la più felice di tutti ero io, perché sapevo la fatica che mi era costato.

Agatha Christie, "La mia vita", 1977

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