Viaggio in Mongolia

Viaggio in Mongolia

1253: è passato pochissimo tempo da quando il terrore
di un’invasione mongola ha preso l’Europa alla gola. I
Tartari – come i Mongoli venivano chiamati – sono giunti,
invincibili, in Polonia, Boemia, Ungheria, sino alle
coste dell’Adriatico, seminando distruzione ovunque e
facendo prigionieri i cristiani di mezzo continente. Poi,
sono svaniti. Forse è il caso di conoscerli meglio, di stabilire
relazioni diplomatiche e commerciali, di tentare
di convertirli. Preceduto e seguito da vari «esploratori
» come Giovanni di Pian del Carpine e Marco Polo,
nel 1253 il francescano Guglielmo di Rubruk, che ha
accompagnato Luigi IX di Francia alla settima Crociata,
riceve dal re l’ordine di partire verso oriente da
Costantinopoli per convertire i Tartari. Per due anni il
frate fiammingo percorre, con velocità spesso incredibile
per i suoi tempi, i territori dell’Asia Centrale, attraversa
la regione del Volga e raggiunge Karakorum,
la capitale del Gran Khan Mangu. Rientrato, Guglielmo
stila una relazione affascinante che sfata le leggende
diffuse in Occidente sui mostri che popolerebbero
le regioni misteriose dell’Asia, sul Prete Gianni, sul Paradiso
Terrestre. È un uomo pesante, colto, infaticabile,
aperto. A lui interessano gli usi e i costumi dei Mongoli,
le persone che incontra, le discussioni che tiene con
loro, il conforto che può arrecare ai prigionieri cristiani.
Così, eccolo dibattere di religione con un monaco buddista;
oppure venire a contatto con un orafo francese
che, catturato, si è guadagnato il rispetto dei nuovi padroni
con le sue opere strabilianti; o infine assaggiare disgustato,
poi con sempre maggior gusto, il comos, la bevanda
di latte di cavalla fermentato che costituisce parte
importante del nutrimento dei Mongoli. Rimane colpito
dal loro perenne vagare di nomadi, turbato dall’assenza
di città villaggi case, spaesato negli orizzonti senza
fine delle steppe: «Tutto ciò che vedevamo era cielo
e terra», scrive: «da quando eravamo usciti dalla Gasaria
ci dirigevamo dritto verso oriente, lasciando a sud il
mare e a nord una grande prateria deserta, che si stende
in certi punti per venti giorni di cammino; per tutto
quello spazio non ci sono né boschi, né alture, né pietre,
ma solo ottima erba».

Guglielmo di Rubruck

Guglielmo di Rubruck (Rubruck, 1220 ca. - 1293 ca.) fu un religioso fiammingo appartenente all'Ordine dei Frati Minori, missionario ed esploratore. Il suo resoconto del viaggio in Asia è uno dei capolavori della letteratura geografica medioevale.


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Viaggio in Mongolia

Guglielmo di Rubruck

Viaggio in Mongolia

ISBN: 9788804604259
640 pagine
Prezzo: € 30,00
Formato: 12,5 x 19,5 - Cartonato con sovraccoperta
In vendita da: 13 settembre 2011

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