Romanzi

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Arricchito da un saggio di Marisa Bulgheroni e guidato dalla competenza critica di Alessandro Portelli – uno dei massimi studiosi di letteratura afroamericana e delle tradizioni orali -, questo Meridiano ripercorre attraverso sei fondamentali tappe il percorso narrativo di Toni Morrison, avvalendosi di alcune nuove traduzioni approntate per l’occasione da Chiara Spallino, che firma l’appassionata Cronologia inclusa nel volume. Oltre a L’occhio più blu, Sula e Beloved (finora intitolato Amatissima) – offerti appunto nelle nuove versioni di Spallino – il lettore potrà leggere gli altrettanto importanti Canto di Solomon, Jazz e Il dono – tradotti e rivisti da Franca Cavagnoli e Silvia Fornasiero -, che suggellano il percorso formativo e completano l’immaginario corale, politico e civile della scrittrice Premio Nobel per la Letteratura nel 1993.

Recensioni

“Il primo grande merito del volume, che ospita sei degli undici romanzi di Morrison, va rintracciato nelle traduzioni. [...] Al lettore non rimane allora che "surfare" tra le parole di Morrison e il ricco e rigoroso apparato critico che le accompagna, e riscoprire così in tutto il suo valore una scrittrice straordinaria, capace di rilanciare quella nozione di "intellettuale impegnato" cui troppo spesso si tende a guardare con imbarazzo, senza comprenderne invece l'assoluta necessità storica.”

Luca Briasco, "Il manifesto" 8 aprile 2018,

“Il motivo principale per addentrarsi fra le pagine di questi romanzi fiume sta nella possibilità di incontrare un "voce", che è frutto di più voci, facilmente riconoscibile e dalla quale si viene ipnoticamente catturati in tempi e spazi solo apparentemente lontani da noi, dalla nostra geografia e dalla nostra epoca.”

Paolo Bianchi, "Libero" 20 aprile 2018,

“La cifra distintiva e il lascito imperituro di Toni Morrison è la sua speciale creazione di un tono basso e strisciante come il blues, che poi d'improvviso si impenna in assoli vertiginosamente lirici. ”

Nadia Fusini, "La Repubblica" 23 maggio 2018,

“Quelli della Morrison sono romanzi che restano, di sorprendente originalità di scrittura e di approccio nel solco di una storia terribile come è stata quella dei neri negli Usa.”

Goffredo Fofi, "Avvenire" 8 giugno 2018,

“Rileggendo "L'occhio blu", "Sula", "Il canto di Solomon", "Beloved", "Jazz" e "Il dono", romanzi ora riuniti in un Meridiano [...] che finalmente celebra una scrittrice ancora sottovalutata in Italia pur essendo ormai un classico, si rimane stregati. Stregati di fronte alla maestria con cui Morrison ha saputo utilizzare la storia dei neri d'America non solo per imprimere indelebilmente nella memoria "che questo è stato", ma anche per farci capire cos'è l'uomo (come del resto aveva fatto Primo Levi).”

Lara Ricci, "Il Sole 24 Ore" 17 giugno 2018,

“Un meridiano quanto mai urgente, visti i nostri tempi di nuovo razzismo strisciante. [...] Questo Meridiano è un piccolo gioiello.”

Gian Paolo Serino, "La Provincia" 1 luglio 2018,

“Sono storie, fatti, eventi, passaggi e segreti che le donne si sono trasmesse di madre in figlia; storie, fatti e segreti molto spesso talmente atroci da sembrare quasi onirici. Come ha scritto sempre Bulgheroni, Morrison «narrerà quanto le madri non hanno voluto o saputo narrare, ripercorrendo nei due sensi il cammino che porta dai silenzi e dalle grida soppresse della schiavitù alla vigilata libertà di parola di tempi più recenti, sfidando ogni censura, rischiando lo scandalo».”

Giulio Galeotti, "L'Osservatore Romano" 1 agosto 2019,

“Morrison diventa suo malgrado la profetessa con le trecce, sempre abbracciata con circospezione perché non controllabile nella forza davvero biblica della sua indignazione prima ancora che del suo stile. Chi la conobbe negli anni della gloria ricorda una donna allergica al cerimoniale - per temperamento ma anche per quel successo arrivato così tardi per i tempi dell'editoria di New York, sapeva che la gavetta è poco gradevole e per questo distingueva la sincerità dell'amore dall'ossequio. Una professoressa attenta e generosa, superstar letteraria refrattaria alle serate editoriali-letterarie che, quando capitava, preferiva chiacchierare di tv (magari del suo show preferito, Law & Order con Vincent d'Onofrio che adorava, e c'è da sperare che qualcuno glielo abbia fatto sapere per tempo).”

Matteo Persivale, Corriere della Sera,

“Con i suoi scritti era alla costante ricerca della verità. E ora chi verrà a dircela, dopo di lei?». Di solida fede democratica, l'autrice sapeva bene che il suo lavoro letterario, «scrivere senza preoccuparmi dello sguardo dei bianchi», era anche politico.”

Anna Lombardi, La Repubblica,

“Nel suo discorso di accettazione del Nobel, la Morrison spiega, con parole semplici ma fondamentali, che cosa le stia più a cuore nel suo lavoro e quale sia lo scopo fondamentale della sua scrittura. Racconta una vecchia storia, una leggenda legata alla sua infanzia: una vecchia saggia è interpellata per decidere sulla vita o la morte di un piccolo uccello. Saranno le sue parole a decretarne il destino. E Morrison commenta: «La nostra vita e il suo valore sono definiti dalle nostre parole, dall'importanza che diamo a ogni parola».”

Fulvio Panzeri, Avvenire,

“Molti romanzi riguardano la questione del colore più o meno scuro, che porta a discriminazioni in un senso o nell'altro. Siamo nelle piccole città descritte una volta per tutte da Sherwood Anderson nei "Racconti dell'Ohio". Ma i conflitti fra gradi di colore nella comunità nera sono poco decifrabili da noi. E non so quanto interessino a molti lettori americani. Per una scrittrice così autorevole colpisce la presenza di recensioni negative, specie degli ultimi romanzi. Ma Morrison merita riconoscenza per il lavoro indefesso di decenni a favore di una visione alta della letteratura. Magari sarà stata letta perché imposta, ma da "Amatissima" milioni di lettori hanno imparato la tecnica per leggere, che so, "Santuario" di Faulkner o "L'uomo invisibile" di Ellison, classico joyciano della letteratura angloamericana.”

Antonio Monda, Il Secolo XIX,

“Ma per Toni Morrison ciò che accomuna i lapsus letterari rivelatori di costumi mentali radicati alle più ordinarie ed esplicite visioni razzistiche è «la necessità di rappresentare lo schiavo» e, aggiungeremo, l'altro «come una specie estranea come un tentativo disperato di confermare la normalità del proprio sé». E questa perorazione sul razzismo, furente e fiera com'era Toni Morrison, ha il valore di un autentico, prezioso testamento spirituale spalancato sulla nostra contemporaneità dominata da sovranismi e cancellazioni dell'umano.”

Titti Marrone, Il Mattino,

“Perché la scrittura di Morrison mette all'opera non una banale empatia, ma la condivisione di un senso di responsabilità che l'autrice sentiva nei confronti dei suoi personaggi e delle loro storie e che si impone immancabilmente a chi legge. Lo aveva detto lei stessa nel già citato discorso del 1993, immaginando le lapidarie parole con cui la donna cieca rispondeva ai ragazzini: «in ogni caso, la responsabilità è vostra».”

Sergia Adamo, Il Piccolo di Trieste,

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Toni Morrison

Nata in Ohio nel 1931 da una famiglia nera di origini operaie, Toni Morrison diventa nel 1965 editor della casa editrice Random House, affermandosi sulla scena pubblica come specialista in cultura afroamericana. Al suo esordio con L'occhio più blu (1970) riscuote immediatamente un ampio consenso di critica e di pubblico, segnalandosi in particolare per il tono epico della narrazione e i connotati sociali che sempre caratterizzeranno la sua scrittura, fino all'ultimo romanzo pubblicato, God Help the Child (2016). Ottenuti i più prestigiosi riconoscimenti - dal Pulitzer del 1988 al Nobel - e da sempre vicina al movimento femminista e al Partito Democratico, la Morrison si è schierata con Barack Obama per le elezioni presidenziali del 2008.


Intervista all'autore

È un interrogativo cruciale, perché il destino del XXI secolo sarà plasmato dalla possibilità o dal collasso dell’idea di un mondo condivisibile. Il problema dell’apartheid culturale e/o dell’integrazione culturale è centrale per tutti i governi; influisce sulla nostra percezione dei modi in cui la politica e la cultura determinano l’esodo (volontario o forzato) di intere popolazioni e solleva temi complessi quali lo spodestamento, il recupero e il rafforzamento della mentalità da assedio. In quali maniere gli individui oppongono resistenza o diventano complici del processo di alienante demonizzazione dell’Altro – un processo che può contaminare il santuario geografico dello straniero con la xenofobia della nazione? Accogliendo i migranti, oppure importando schiavi per ragioni economiche e riducendo i loro figli a una versione moderna dei «morti viventi».

(Toni Morrison, Corriere della Sera)

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Collana: I Meridiani
ISBN: 9788804684688
1664 pagine
Prezzo: € 80,00
Formato: 10,2 x 16,8 - Cartonato
In vendita da: 20 marzo 2018

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