Poesie di guerra e di mare tradotte da Roberto Mussapi

Poesie di guerra e di mare tradotte da Roberto Mussapi

La ben nota grandezza di Herman Melville trova piena e sorprendente conferma nella sua poesia, dove l’autore di Moby Dick narra e si inerpica liricamente in virtù di una energia espressiva dinamica e potente che gli consente di spaziare su territori vari. Eccolo allora accennare alle vicende storiche del suo Paese, poi addentrarsi nei campi di battaglia, o negli scontri delle navi, in componimenti d’ampio respiro come in testi brevissimi, fino alla prosa indimenticabile su un personaggio come John Marr. L’autore, dunque, si muove dal recitativo al canto, e con l’inesausta tensione di chi sa passare con naturalezza e arte da tinte forti, nette, fosche, che assorbono il lettore, alla dolcezza di chi osserva «le creature ridenti nel mattino». Melville parte da un nobilissimo contesto culturale, e infatti cita Shakespeare, Coleridge, Shelley, Flaubert, se ne appropria, si fa artefice inconfondibile, e viaggia nel mondo: il Capo delle Tempeste, il Mare del Sud, gli «assolati mari e cieli di Grecia», la Polinesia, le Marchesi. Predilige epicamente l’avventura, certo, e la più grande avventura che nel bene e nel male lo avvince, lo fa meditare, è quella dell’esistenza, su cui incombe «l’oltraggio antico della morte», mentre «per sempre lo schema della natura si ripete». Ma il suo complesso messaggio comprende vitalmente la meraviglia delle cose nel creato, la presenza del continuo, incantevole rinascere e andare. Il canto di Melville ci viene qui riproposto, in modo appassionato e fedele, da uno dei nostri maggiori poeti, Roberto Mussapi, che ce ne offre una scelta e una versione in cui ogni componimento si traduce in vera e propria alta poesia nella nostra lingua.

Recensioni

“La ferita, il dissidio, anzi il difetto stanno dentro all'uomo, fanno parte di lui. E non sono superabili. Le poesie lo ripetono almeno quanto i romanzi, che del resto ben prima della guerra raccontano invariabilmente di conflitti esistenziali che assomigliano a grandi eventi primordiali, cosmogonici, in quanto assieme all'uomo chiamano sempre in causa le forze del mare, del cielo e della terra. La prospettiva di Mellville è tragica. Antichissima, dunque, eppure svolta attraverso una sensibilità nuova. [...] L'uomo è solo, e non può far altro che continuare a cercare. Questo scrittore mai dimentico del peccato originale, era un precursore.”

Roberto Galaverni, "La Lettura" 26 maggio 2019,

“La meditazione visionaria di "Poesie di guerra e di mare" riflette principalmente sulla Guerra di Secessione americana (1861-1865). [...] Melville, lealmente schierato con il Nord cui apparteneva per nascita, fu tra i pochissimi che videro fin dall'inizio Satana e Mammona tirare le fila della guerra, tra stragi inaudite provocate dalle armi, campi di concentramento e coinvolgimento crescente dei civili. Con la guerra si intreccia "il vecchio, implacabile mare... lieto, non appagato, da migliaia di naufragi": due luoghi di crudeltà senza volto, riscattata solo dal sacrificio volontario per il bene comune.”

Mino Morandini, "Giornale di Brescia" 29 maggio 2019,

Herman Melville

New York 1819-1891. Tra i fondatori della letteratura americana, dopo aver trascorso avventurosamente la giovinezza, imbarcato su mercantili e baleniere, si dedicò alla carriera di scrittore con alterne fortune. Tra le sue opere, oltre a Moby Dick (1851), Bartleby lo scrivano (1853) e Billy Budd, marinaio (1924).


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Poesie di guerra e di mare tradotte da Roberto Mussapi

Herman Melville

Poesie di guerra e di mare tradotte da Roberto Mussapi

Collana: Lo Specchio
ISBN: 9788804715313
192 pagine
Prezzo: € 20,00
Formato: Cartaceo
In vendita da: 30 aprile 2019

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