De vulgari eloquentia

De vulgari eloquentia

«Se non avesse scritto la Commedia, con ogni probabilità Dante sarebbe passato alla storia come grande lirico e come grande linguista. Le ricerche sul campo e le teorizzazioni intorno alla lingua, incentrate sull’idea esclusivamente sua della storicità e, quindi, della continua mutevolezza delle lingue parlate, sono di una modernità che suscita ammirazione. E ammirazione suscita anche la preveggenza quasi profetica con la quale Dante scommette che una lingua frammentata in una miriade di dialetti e utilizzata tutt’al più per un uso letterario specialistico possa diventare la comune lingua di cultura.» Marco Santagata

Dante Alighieri

Dante Alighieri, nato a Firenze nel 1265 in una famiglia della piccola nobiltà, iniziò a comporre versi fin dalla giovinezza. La vocazione letteraria maturò dal contatto coi poeti stilnovisti, senza che egli trascurasse gli studi teologici e filosofici. Dal 1295 prese parte alla vita politica di Firenze, divisa nelle due fazioni dei guelfi e dei ghibellini. Nel 1302 venne colpito da condanna a morte. Costretto a lasciare Firenze, cominciò una dura vita di esule, senza più riuscire a tornare nella sua città. Morì a Ravenna nel 1321.


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De vulgari eloquentia

Dante Alighieri

De vulgari eloquentia

Collana: Classici
ISBN: 9788804675860
532 pagine
Prezzo: € 11,00
Formato: 12,7 x 19,7 - Brossura
In vendita da: 28 marzo 2017

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