Da mani mortali

Da mani mortali

Con il passare del tempo e dei libri, la poesia di Biancamaria
Frabotta tende a farsi sempre più umanamente
saggia e pacata, sempre più amica e aperta. Lo
si vede nella solida compostezza della pronuncia, nella
capacità matura di saper conciliare il proprio sentimento
dell’esistere con lo sguardo critico della ragione.
Da mani mortali è un’opera in cui la poesia si confronta
sensibilmente con la realtà naturale anche minima
del mondo immediatamente circostante, con il pulsare
e il crescere delle molteplici vite della campagna,
di un semplice orto o di un giardino, sotto il “grande
disordine del cielo”. Un’opera che si confronta, passo
su passo, con la misteriosa intelligenza della natura
e dei suoi vari abitatori: vegetazione e animali di una
vita che si manifesta nell’infinito articolarsi infinitesimale
dei suoi ritmi e delle sue complesse variazioni
stagionali, dei suoi aromi e della sua musica discreta.
Mentre intorno si allarga l’ombra di un’ambigua apparenza
indecifrabile che accoglie nelle sue mutazioni
le tracce non sempre benefiche dell’opera umana, talvolta
irretendola nel sogno di un dio stupito dalla “felice
combinazione” del creato, quasi un adolescente
solitario e immalinconito dalla diffidenza delle sue
creature mortali. E un po’ come il pullulare della vita
in natura è l’esistenza dei poeti, ai quali Biancamaria
Frabotta dedica la sua affettuosa e antiretorica attenzione:
“Sono come le pulci, i poeti / acquattati nel pelo del
mondo”
. Un’attenzione che non ha nulla di narcisistico,
ma che vede nelle figure e nell’opera dei poeti stessi
e nella poesia qualcosa che ricorda quella luce tra i
rami, o quel bagliore lunare, che a volte registra nella
paziente osservazione delle cose che sa compiere e trasformare
nella persuasiva, classica probità felpata della
sua meditazione lirica. I poeti di oggi, ma anche i poeti
di ieri, i grandi che riappaiono come l’amato Giorgio
Caproni. E tutti, con i loro “passi senza importanza”,
nella segreta zoppìa che Agostino diagnosticava in Petrarca,
suo indocile allievo. Ma lo sguardo di Biancamaria
Frabotta riesce insieme, ancora, a concentrarsi
sugli equivoci e sulla violenza della nostra storia contemporanea,
a manifestare la propria morale indignazione,
secondo una linea di poesia civile che è un altro
dei caratteri forti della sua opera, che per la sua pienezza
e forza comunicativa trova in questo nuovo libro la
sua realizzazione al più alto livello.

Biancamaria Frabotta

Biancamaria Frabotta è nata a Roma, dove vive, nel 1946. Ha insegnato Letteratura italiana contemporanea alla Sapienza di Roma, ha scritto poesia, narrativa e critica letteraria. Tra i suoi libri di poesia: Il rumore bianco (Feltrinelli 1982), La viandanza (Mondadori 1995, Premio Montale), La pianta del pane (Mondadori 2003), I nuovi climi (Stampa 2007), Da mani mortali (Mondadori 2012).


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Da mani mortali

Biancamaria Frabotta

Da mani mortali

Collana: Lo Specchio
ISBN: 9788804620358
176 pagine
Prezzo: € 15,00
Formato: 13,5 x 20,5 - Brossura con alette
In vendita da: 7 febbraio 2012

Disponibile su:

Collana: Lo Specchio
ISBN: 9788852022821
176 pagine
Prezzo: € 6,99
Formato: Ebook
In vendita da: 7 febbraio 2012

Disponibile su: