COMMODORE 64. Nostalgic Edition

COMMODORE 64. Nostalgic Edition

Per celebrare il più popolare computer di sempre, il mitico Commodore 64, e farsi prendere da una fitta di nostalgia, ecco un libro tutto illustrato che ci riporta indietro nel tempo, all’epoca magica in cui per la prima volta la tecnologia digitale è entrata nelle case e nella vita di un’intera generazione.


Intervista all'autore

Commodore 64. Nostalgic edition è l’edizione italiana di Commodore 64: a Visual Commpendium, pubblicato nel Regno Unito da Bitmap Books e curato da Sam Dyer.

In occasione dell’uscita in libreria abbiamo fatto quattro chiacchiere con “Dr. Manhattan”.

Alessandro “Dr. Manhattan” Apreda è un blogger, giornalista, scrittore, sceneggiatore, innovatore linguistico, punto di riferimento della comunità nerd italiana e molto altro ancora. Nel suo blog L’Antro Atomico del Dr. Manhattan si occupa tra le altre cose di videogiochi, retrogaming e cultura anni ’80.

Cosa ha rappresentato il Commodore 64 per i giovani (e meno giovani) giocatori italiani degli anni ’80 e primi ’90?

Per tanti, il primo approccio con due mondi. Gli home computer e la programmazione (c’è chi ne ha fatta di strada partendo dal Commodore BASIC 2.0 scritto per C64 e VIC-20), ma anche i videogiochi in versione casalinga. Per chi aveva saltato l’era Atari, fu il primo e piuttosto economico modo per sperimentare quantomeno tipologie di giochi simili a quelle viste in sala. Se non, alle volte, conversioni nate sotto una buona stella di quegli stessi titoli mangia gettoni.

Quale è stato, secondo te, il motivo del successo su concorrenti altrettanto validi come lo Spectrum o l’Atari 800?

Tutta una serie di fattori, che ne hanno fatto il singolo modello di computer più venduto nella storia. Parliamo, anche dando credito alle stime più timide, di almeno 12 milioni di macchine. Tra i principali, il fatto che il computer Commodore venisse venduto ovunque, nei semplici negozi di televisori come in quelli specializzati. La diffusione di software contraffatto, in un’epoca in cui le leggi sul diritto d’autore in materia avevano maglie larghissime, ha sicuramente contribuito alla sua diffusione in paesi come il nostro. Per molti versi, sono gli stessi tratti che oltre dieci anni dopo avrebbero portato al successo la prima PlayStation di Sony.

Nelle testimonianze raccolte in Commodore 64 – Nostalgic Edition si menziona spesso l’estrema difficoltà di giochi di allora. Prendiamo ad esempio a Delta o Ghosts ‘n Goblins, che riproponevano l’assetto “succhia soldi” da coin-op. Nei decenni successivi, la democratizzazione del videogaming e la proliferazione di esperienze “cinematiche” à la Metal Gear Solid ha stemperato in parte questa caratteristica. La difficoltà vera sopravvive oggi in titoli come Dark Souls o Cuphead, che non a caso vengono definiti old-school. Pensi che sia un fenomeno positivo, o dovremmo tornare ad apprezzare una visione più hardcore – e quindi più elitaria – del videogioco? In altre parole, arrivare ai titoli di coda è un diritto di ogni videogiocatore?

È un fenomeno connesso, appunto, all’evoluzione del videogioco. Da strumento succhia soldi da sala (soprattutto dopo l’avvento dei famigerati continue) a mezzo d’intrattenimento domestico per una cerchia molto, molto più ampia di utenti. Titoli come Dark Souls o Cuphead sarebbero stati giochi come tanti venti anni fa, basta guardare il livello di difficoltà mostruoso di alcuni titoli per Mega Drive o altre console dell’epoca. Chiunque abbia giocato ad Alien Soldier sa di cosa sto parlando. Oggi il livello Hard di un gioco è il vecchio Normal, ti dirà qualsiasi giocatore hardcore, asserendo il vero. Giochi che richiedono semplicemente più dedizione, come i Souls, sembrano ostici perché tutto il resto è più semplice e guidato. Il che, in determinate tipologie di giochi, però, non è necessariamente un male. Esistono titoli senza alcun livello di difficoltà, in cui si segue semplicemente una storia, eppure riescono ad appassionare lo stesso. Tutto dipende dal genere.

Nel libro si parla anche molto della dimensione pioneristica che portò molti appassionati a diventare creatori, producendo applicativi, software e demo. Pensi che l’odierna scena indie possa essere vista come l’evoluzione di quell’ambiente, o si tratta di un fenomeno differente?

Sì. La scena indie attuale, sia pur per ragioni diverse – tool di sviluppo sempre più performanti – ricorda molto quella dei bedroom coder anni ’80. Solo dieci anni fa si parlava della morte dello sviluppo indipendente, ora le piattaforme di distribuzione online sono piene di titoli sviluppati da pochi autori. Quando non da un’unica persona.

Nella postfazione, J-Ax fa riferimento a come le produzioni di allora si reggessero su piccoli team, a volte singoli individui, mentre i videogiochi tripla A di oggi richiedono studi enormi e investimenti significativi. Secondo te l’aumento esponenziale dei costi – e quindi dei rischi – sta mettendo a rischio l’esistenza stessa dell’industria videoludica? Il videogame da 70$/€ non è più un modello sostenibile?

Non è più sostenibile il team con cento o duecento dipendenti fissi. Perché ad essere cresciuti esponenzialmente sono anche i tempi di sviluppo, e se una struttura con costi fissi enormi macina per anni, e poi il gioco non vende come deve, vai gambe all’aria. Una soluzione adottata da molte softco è quella di espandere e contrarre il proprio organico durante la lavorazione a seconda del bisogno. Aziende come Ubisoft o Nintendo lo fanno già da tempo, smistando il lavoro dei propri team interni in aiuto di altri progetti, quando serve.

Ultima domanda: se un totale neofita ti chiedesse di consigliare 3 titoli imprescindibili per C64, quali sceglieresti (e perché)?

“The Last Ninja”, perché ci ha insegnato le cose incredibili che potevano succedere in un videogioco anche trent’anni fa; “Turrican”, perché era e resta un capolavoro assoluto; “International Karate +”, perché era semplice, geniale e adrenalinico come pochi.

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COMMODORE 64. Nostalgic Edition

AA.VV.

COMMODORE 64. Nostalgic Edition

Collana: Draghi
ISBN: 9788804680932
472 pagine
Prezzo: € 38,00
Formato: 17,0 x 23,0 - Cartonato
In vendita da: 21 novembre 2017

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