Toni Morrison. Una scrittura viva nella pelle

a cura di Redazione Oscar

Toni Morrison

In occasione dell’uscita del Meridiano che raccoglie i suoi capolavori, Anna Lombardi ha intervistato per «il venerdì di Repubblica» Toni Morrison. Classe 1931, nata a Lorain, Ohio, Morrison (all’anagrafe Chloe Ardelia Wofford) racconta di aver attraversato, con la sua vita e col suo pensiero, fasi cruciali della storia nazionale americana, dall’assassinio di Martin Luther King alla vittoria elettorale di Barack Obama. Morrison, fin dall’esordio con L’occhio più blu (1970), si è imposta come figura di primo piano nel dibattito culturale su questioni quali identità di razza e di genere, intrecciando con sempre rinnovata originalità i grandi temi della letteratura mondiale alla tradizione orale delle popolazioni africane. Con molta ironia, oggi Toni Morrison si definisce così:

«Una vecchia signora molto creativa gratificata dei più bei riconoscimenti del mondo, il Nobel su tutto. A 87 anni le cose non funzionano più troppo bene. Ma se il corpo non risponde, la mente vola.»

Romanzi

Toni Morrison

Arricchito da un saggio di Marisa Bulgheroni e guidato dalla competenza critica di Alessandro Portelli - uno dei massimi studiosi di letteratura afroamericana e delle tradizioni orali -, questo Meridiano ripercorre attraverso sei fondamentali tappe il percorso narrativo di Toni Morrison, avvalendosi di alcune nuove traduzioni approntate per l'occasione da Chiara Spallino, che firma l'appassiona...

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Il Meridiano

Oltre alla scelta dei romanzi di Toni Morrison (L’occhio più blu, Sula, Canto di Solomon, Beloved, Jazz e Il dono), il Meridiano accoglie i contributi di alcuni fra i più importanti studiosi di letteratura americana, tra i quali spicca il nome di Marisa Bulgheroni, che dedica a Morrison uno scritto dall’eloquente titolo: «Due volte nera». La curatela complessiva è stata affidata ad Alessandro Portelli, conoscitore attento e partecipe dell’opera di Toni Morrison oltre che suo illustre interprete, studioso in particolare delle tradizioni orali e della cultura e letteratura africana-americana. Impreziosisce il volume la ricca cronologia di Chiara Spallino Rocca: un ritratto intellettuale e umanissimo per un’icona della letteratura del nostro tempo.

«A differenza di quanto avviene nella grande tradizione realista, alla quale anche Ellison e Baldwin si riferiscono, protagonista in Morrison sembra essere non tanto il personaggio quanto l’evento di cui si è reso partecipe. Mentre i personaggi di Baldwin ed Ellison maturano per gradi e stratificazioni successive dell’esperienza psichica, il personaggio di Morrison appare a prima vista passivo o deformato dalla storia sociale e politica in cui è immerso. Così Pecola si sottomette allo stupro del padre. Sula guarda impassibile la madre prendere fuoco. La vita di Sethe si gioca tutta nella decisione di uccidere la figlia. Modellando il proprio corpo o la propria psiche su un singolo atto di ribellione o resistenza, il personaggio di Toni Morrison mette radicalmente in discussione il concetto di individualità per riconquistarlo in una sfera più alta di soggettività esemplare, non soltanto per la comprensione della vicenda che lo vede protagonista, ma per la comune storia della schiavitù che, vicina o lontana, ha lasciato il suo marchio. Così la coscienza della schiavitù nasce come scintilla per farsi fiamma. Così Morrison tinge di nero la dissoluzione del personaggio postmoderno che nella sua opera rinasce come una fenice dalle proprie ceneri.» – dallo scritto di Marisa Bulgheroni

Quanto alle traduzioni, il Meridiano si pregia di includere tre nuove versioni firmate dalla stessa Chiara Spallino Rocca per altrettanti capitali romanzi: L’occhio più blu, Sula e Beloved. Il lettore può subito notare che due di questi titoli registrano un’evidente variazione rispetto al passato: The Bluest Eye era stato pubblicato col titolo L’occhio più azzurro; mentre Beloved, da cui è tratto il film del 1998 di Jonathan Demme con Oprah Winfrey nel ruolo della protagonista, era conosciuto col titolo di Amatissima.

Toni Morrison

Scelte ragionate e commentate che riguardano le potenzialità di una lingua – quella di Morrison – inesauribile, bassa e strisciante come il blues oppure verticalmente lirica. È ciò che avviene anche per Canto di Salomone che ora passa sotto il titolo Canto di Solomon, nella traduzione riveduta di Franca Cavagnoli.

"Beloved"

A proposito di Beloved, libro centrale nella carriera di Toni Morrison, Luca Briasco ricorda che nel romanzo c’è «una potenza e un’intensità che hanno pochi termini di paragone, e che derivano dal rifiuto della nobile retorica antischiavista che aveva contraddistinto l’opera di tanti predecessori. A essa Morrison contrappone la scoperta della schiavitù come rimosso costante della storia americana, che è impossibile superare, nascondere o seppellire. Un rimosso che mina alle fondamenta quello che è il patrimonio alla base di una certa forma mentis americana: la ricerca dell’oblio e la proiezione in un futuro che promette spesso più di quanto non sia in grado di mantenere. Nello sforzo di dar forma e voce a questo rimosso, Morrison corteggia senza esitazioni il fantastico e il gotico, spingendosi quasi a toccare l’horror. Tutte caratteristiche che fanno di Beloved la perfetta e sorprendente controparte di It, il capolavoro di Stephen King, pubblicato solo un anno prima. Due romanzi che hanno segnato l’immaginario degli anni Ottanta americani, e due riflessioni sul male e sul terrore che l’America porta incisi nella propria anima e sulla necessità di fare i conti con il passato, di ricostruirlo e accoglierlo dentro di sé, senza esitare a dare corpo ai fantasmi» (L. Briasco, La scrittrice che dà corpo ai fantasmi dell’America, «il venerdì di Repubblica», 16 marzo 2018).