The Terror: un horror tra i ghiacci dell’Artico

dal libro alla serie TV

a cura di Redazione Oscar

Tratta dal romanzo omonimo di Dan Simmons, The Terror è una serie televisiva di dieci episodi prodotta dal pluricandidato al premio Oscar Ridley Scottdisponibile dallo scorso 26 marzo sulla piattaforma streaming di Amazon Prime Video. La prima puntata si apre con un lapidario messaggio che introduce lo spunto narrativo di partenza:

In 1845, two Royal Navy ships left England in an attempt to finally discover a navigable passage through the Artic.
They were the most technologically advanced ships of their day.
They were last seen by European whalers in Baffin Bay awaiting good conditions to enter the Arctic labyrinth.
Both ships then vanished.


[Nel 1845, due navi della Marina Britannica lasciarono l'Inghilterra nel tentativo di scoprire un passaggio navigabile attraverso l'Artico. Erano le navi tecnologicamente più avanzate dell’epoca. Sono state avvistate per l'ultima volta da balenieri europei nella Baia di Baffin mentre aspettavano migliori condizioni metereologiche per entrare nel labirinto artico. Entrambe le navi scomparvero.]

L'autore si è ispirato a fatti realmente accaduti. Le due navi, la Erebus e la Terror, partirono realmente alla ricerca del passaggio artico in quella che è passata alla storia come la «Spedizione perduta di Franklin», dal nome del capitano britannico Sir John Franklin. Il relitto dell’Erebus è stato ritrovato solo nel 2014, mentre la Terror due anni più tardi, a cinquanta chilometri di distanza.

The Terror

Dan Simmons

Il 19 maggio 1845, l'Erebus e la Terror, due velieri agli ordini di Sir John Franklin e di Francis Crozier, salpano dall'Inghilterra alla ricerca del leggendario Passaggio a Nordovest; verranno ritrovati anni dopo intrappolati nel ghiaccio artico. Sulla base di un documentato episodio storico, Simmons racconta un'allucinante avventura: gli equipaggi delle due navi, bloccati nella morsa del fred...

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Il romanzo, scritto prima del ritrovamento delle navi, immagina la discesa nella follia dei due equipaggi intrappolati in condizioni ostili e allucinanti. Simmons arricchisce inoltre la vicenda di venature sovrannaturali che riportano alla mente la lezione dell’Alien di Ridley Scott (1979) o della Cosa di John Carpenter (1982), con cui condivide la paranoica ambientazione glaciale. The Terror è una storia di morte, solitudine e silenziosa alienazione. La stessa atmosfera si ritrova della serie TV, prodotta da David Kajganich, che attinge a piene mani dall’ampio bacino di suggestioni storiche, avventurose e orrorifiche, per restituirci una trasposizione efficace e appassionante.

The Terror ha un incedere misurato e graduale. Qualcuno direbbe lento. Ma solo l’esteso minutaggio di una serie televisiva poteva permettere di trasporre sullo schermo le caratteristiche di questo romanzo. Una narrazione che, sulla pagina quanto sullo schermo, si prende i tempi necessari per raccontare una storia dai ritmi rarefatti.

Nella prima puntata il climax sembra non arrivare mai. Nel silenzio bianco dell’Artico, rotto solo dal rumore delle navi che inesorabili rompono il ghiaccio, il regista e lo scrittore ci presentano i protagonisti della storia, attraverso scene minimali dedicate ai tre ufficiali delle due navi. Solo la coppia formata dal capitano della spedizione, Sir John, interpretato dal Ciaran Hinds di Games of Thrones e dal capitano Crozier ritratto dal Jared Harris di Mad Men vale la visione della serie. I due personaggi sono tratteggiati da rapidi flashback dalla loro vita cortigiana. Intuiamo che il passato li accomuna, ma è dai dialoghi asciutti e dalle interpretazioni dei due attori che impariamo a conoscerli. Sir John è un ottimista, accecato dalla convinzione delle proprie possibilità, un uomo che nello slancio dell’impresa rimane schiacciato dal peso della sua stessa hybrisCrozier, invece, è un realista, un marinaio di esperienza che conosce i limiti non solo della nave che comanda, ma soprattutto degli uomini che ci vivono. A chiudere il trio della catena di comando c’è il tenente di Sir John, interpretato da Tobias Menzies, meritevole attore inglese troppo spesso relegato a ruoli da caratterista.



Uno dei meriti più evidenti di The Terror risiede quindi nella scelta del cast. Dotati di carisma e autorevolezza drammatica, i tre attori principali infondono una vita autentica ai loro personaggi, stagliati sulla quinta di uno spazio naturale atroce e assoluto, eppure venati di debolezza e tratteggiati con grazia. La dipendenza dall’alcol di Crozier viene sussurrata dai marinai, la debolezza di Sir John, invece, è meno palese e si disvela progressivamente e inesorabilmente. A supportare i tre troviamo un’eccezionale compagine di attori semi-sconosciuti. In The Terror ogni singolo marinaio ha un tratto, una battuta, un elemento che lo distingue dalla massa. In questo senso il marinaio Hickey, magistralmente interpretato da Adam Nagaitis, è molto più di un gregario: è un quarto protagonista con un arco narrativo che con il passare degli episodi acquisisce un’importanza sempre maggiore.

Il secondo grande merito di The Terror è quello di essere riuscito a costruire un mondo realistico in un ambiente estremo. I ghiacci e il freddo dell’artico, pur essendo realizzati quasi esclusivamente in CGI, sono tangibili: la pelle dei marinai si lacera continuamente al contatto con le superfici ghiacciate, a testimoniare le condizioni proibitive in cui l’equipaggio cerca di sopravvivere. Condizioni che anche a noi sembra di vivere per le dieci ore in cui restiamo avvinti alla visione. Proprio come in The Revenant di Alejandro González Iñárritu, la wilderness è una dimensione tanto suggestiva quanto letale. In una delle prime scene un marinaio finisce fuori bordo e dopo pochissimi secondi annega. È tutto lì il terrore per il freddo. Al Polo Nord, chi sbaglia muore.

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È un mondo alieno, quello artico, e in questo senso ricorda lo spazio definito da Ridley Scott quasi quarant’anni fa. Sempre nella prima puntata un palombaro viene calato nelle acque per liberare il timone della Erebus. Solo, in quello spazio senza altre forme di vita, sembra un astronauta perso nel buio di una galassia. A sfidare il nulla bianco polare ci sono le due navi: pezzi di scenografia incredibile, non solo nell’aspetto ma anche nella sonorizzazione. Si ha la sensazione di vivere in cambusa insieme ai marinai, di ascoltare i suoni del sartiame in tensione e del legno che si flette. Altrettanto notevoli sono i costumi. Il lavoro di ricerca fatto è impressionante e restituisce un effetto di totale verosimiglianza.

Per ultimo arriviamo al vero terrore, ossia alla creatura che, fin dal primo episodio, dà la caccia ai membri dell’equipaggio. Per quanto modellata su di una vicenda storica, The Terror è infatti anche una serie horror. Quello di Kajganich è un orrore molto raffinato, taciuto, alluso, più che messo in scena. Si intuisce la presenza di una creatura letale che incombe sui protagonisti, ma passano molte ore prima che ne siano rivelate le sembianze, e ancora a metà stagione non si capisce esattamente cosa sia. Come nel primo Alien, il mostro in The Terror è una manifestazione fisica delle più profonde paure che albergano in noi e il monito che si leva da questa storia umana e sovrannaturale al tempo stesso è che l’uomo non dovrebbe spingersi oltre i confini dettati dalla natura. Non dovrebbe avventurarsi là dove la vita non deve esistere.

Il trailer ufficiale