Tabucchi nei Meridiani con l’inedito “Capitano Nemo”

a cura di Redazione Oscar

Tutte le opere fondamentali di Tabucchi

«Le canonizzazioni degli autori troppo spesso coincidono con il mettere i fiori nei cannoni, non tanto per lasciarli in pace, quanto per lasciare in pace noi: niente paura, non spara più, adesso è solo un vaso. È la vendetta servita dalla ditta sempre operosa dei santini, che produce rassicuranti rigor mortis. L’edizione nei Meridiani è, letteralmente parlando, l’ultimo dei canoni rimasti, e nel caso di Antonio Tabucchi è bene che il cannone, lungi dal tacere, tuoni ancora, seppure a modo suo

Con queste parole Andrea Bajani ha segnalato su «Repubblica» l’uscita del cofanetto contenente tutte le opere fondamentali di Antonio Tabucchi, uno degli autori italiani più amati e tradotti all’estero. La sua attività di scrittore e traduttore, di docente di lingua e letteratura portoghese, di osservatore acuto della società e di collaboratore con le maggiori testate giornalistiche italiane e internazionali ha segnato in maniera indelebile non solo l’ultimo quarto del secolo scorso, ma ha radici talmente profonde da costituire a tutt’oggi uno dei più alti esempi di coscienza civile e letteraria.

L’edizione in due volumi è stata progettata da Paolo Mauri, critico e grande amico dello scrittore di Sostiene Pereira, che firma inoltre la ricca e articolata introduzione intitolata La voce di Tabucchi, nonché la prima Cronologia ufficiale dedicata alla sua vita. Suddiviso in quattro grandi settori che contraddistinguono le aree d’interesse della scrittura di Tabucchi (Romanzi, racconti e viaggi, Interventi civili e politici, Teatro, Scritti su Pessoa e Pagine sparse) il piano dell’opera del Meridiano attesta l’assoluta fluidità con cui l’Autore ha spaziato tra i generi fondendoli insieme, componendo un grande mosaico di alto valore umano e intellettuale.

Preziose inoltre le Note e notizie sui testi a cura della giovane studiosa Thea Rimini, che all’opera di Tabucchi ha già dedicato diversi studi e che con lui ha curato il volume Racconti con figure pubblicato per la prima volta da Sellerio nel 2013. Thea Rimini non solo ricostruisce infatti con perizia la genesi e le fasi compositive dei singoli testi, ma offre un quadro esaustivo della loro ricezione critica in Italia e all’estero.

Opere

Antonio Tabucchi

Questa edizione delle opere di Antonio Tabucchi raccoglie in due tomi tutti gli scritti fondamentali dell'autore divenuto celeberrimo nel 1994 con Sostiene Pereira, bestseller internazionale. Oltre ai capolavori - tra i quali si ricordano Notturno indiano, Requiem e Tristano muore -, alle sue densissime pagine saggistiche, agli interventi civili e politici, al teatro e agli scritti su Pessoa, i...

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L'inedito "Lettere a Capitano Nemo"

La novità più sorprendente del Meridiano è costituita dall’inedito Lettere a Capitano Nemo, romanzo ricostruito dalla passione e dall’acribia di Thea Rimini che qui ci racconta la vicenda del ritrovamento e il lavoro da lei condotto a partire dai manoscritti:

Nel racconto Storia di una storia che non c’è (1987), l’io narrante – facilmente identificabile con lo scrittore Antonio Tabucchi – racconta di aver disperso al vento le pagine di un suo romanzo inedito intitolato Lettere a Capitano Nemo: «Andai sulla falesia verso le due di notte [...]. Portai con me il romanzo e lo affidai al vento pagina per pagina». Dopo qualche anno, nel ’91, nella Nota introduttiva alla raccolta L’angelo nero, Tabucchi torna a parlare del romanzo, e della sua dispersione, a proposito dell’ultimo racconto del libro, Capodanno:

«Questa storia apparteneva a un romanzo che scrissi molti anni or sono e che poi buttai via».

In realtà, il romanzo Lettere a Capitano Nemo non è stato buttato via (o almeno non tutte le sue copie) ed è riaffiorato dai cassetti di una scrivania della casa di Tabucchi a Vecchiano. Si trovava in forma di fogli sparsi, dattiloscritti, e Maria José de Lancastre, la moglie di Tabucchi, un giorno me l’ha mostrato. Cominciando a leggere quelle pagine ingiallite dal tempo, mi sono subito resa conto del tesoro che avevo tra le mani. C’erano interi capitoli non presenti in Capodanno e un finale diverso da quello del racconto ma altrettanto inquietante. Proseguendo le ricerche, sono venuta a conoscenza di una versione - un po’ più breve - affidata da Tabucchi a un amico di Vecchiano e rilegata in tempi recenti. Quale delle due scegliere? Il problema si sarebbe risolto se avessi trovato una copia del romanzo nell’archivio di una delle diverse case editrici a cui Tabucchi aveva inviato il dattiloscritto. Purtroppo le ricerche sono state vane.
Per restituire al lettore la bellezza di quelle pagine, non mi restava allora che tentare l’avventura di ricostruire io stessa una versione che si avvicinasse alle intenzioni dell’autore.

Mi sono concentrata sui fogli sparsi perché li ho ritenuti posteriori alla versione rilegata. Presentavano infatti delle aggiunte manoscritte di Tabucchi e un dettaglio che compariva solo nel racconto del 1991. Nel frattempo sono emersi alcuni capitoli manoscritti del romanzo all’interno di un’agenda dello scrittore del 1977. Contenevano delle lettere del protagonista a Nemo, in cui il personaggio rifletteva su di sé e sul suo legame con il capitano del Nautilus. Tabucchi aveva deciso di non inserirle nella versione dattiloscritta e mi sono attenuta alla sua volontà, riportandole però nelle Notizie sui testi.

Adesso il materiale riguardante Lettere a Capitano Nemo è conservato nel fondo Tabucchi della Bibliothèque nationale de France.
Aver potuto lavorare su quelle pagine che credevo perdute è stata un’esperienza indimenticabile. Un’esperienza da filologo-detective.