Star Wars: Han Solo spara per primo

a cura di Redazione Oscar

Film e libro per il personaggio più amato di Star Wars

Sin dalla sua prima apparizione nel 1977, Han Solo è senza dubbio l’eroe più amato della saga di Star Wars. Il fascino da adorabile canaglia, il misterioso passato da contrabbandiere, o il puro e semplice carisma di Harrison Ford hanno regalato al personaggio un posto speciale nel cuore di tutti gli appassionati. Un po’ pilota e un po’ cowboy, sempre a bordo del Millennum Falcon con il fidato compagno Chewbacca, Han è stato comprimario d’eccellenza non solo nella trilogia classica – Una nuova speranza (1977), L’Impero colpisce ancora (1980), Il ritorno dello Jedi (1983) –, ma anche de Il risveglio della forza, che nel 2015 ha riportato a cinema l’universo Star Wars. A queste apparizioni cinematografiche si aggiunge una serie pressoché infinita di romanzi e fumetti dell’universo espanso, che negli anni hanno ipotizzato la vita e le avventure del personaggio prima e dopo la saga principale. Fino a oggi mancava, però, una trattazione canonica e definitiva del passato di Han, della nascita del suo rapporto con Chewbacca e Lando, e di come sia entrato in possesso del Falcon.

Han Solo

Harrison Ford nei panni di Han Solo, photo by Flickr

A 41 anni dalla prima apparizione, arriva così nelle sale Solo: A Star Wars Story, primo film interamente dedicato al contrabbandiere corelliano, e secondo spin-off dopo il fortunato Rogue One. Il film è diretto da Ron Howard, subentrato in corso d’opera ai registi Phil Lord e Christopher Miller, ed è scritto dal leggendario sceneggiatore di Empire Strikes Back Lawrence Kasdan, qui in coppia con il figlio Jonathan.

Solo ci mostra un giovane Han, interpretato da Alden Ehrenreich, una decina di anni prima degli eventi narrati in Una nuova speranza. Riprendendo la contaminazione di generi cinematografici che è da sempre marchio di fabbrica della saga, il film utilizza una cornice fantascientifica per raccontare un’avventura dal sapore western e hardboiled, ponendo sullo sfondo l’espansione militare dell’impero galattico. Di questi generi popolari ritroviamo così topoi classici come l’immancabile duello tra pistoleri, la rapina al treno, la femme fatale, l’avventura in regioni esotiche e inospitali. Soprattutto, la complessità di personaggi eroici ma opportunisti, spesso moralmente ambigui, all’interno di un ambiente corrotto dal vizio.

Han Solo
Alden Ehrenreich nei panni del giovane Han Solo, photo by MondoFox (© Getty Images)

Con Solo abbiamo finalmente la possibilità di vedere sul grande schermo avvenimenti favoleggiati negli episodi precedenti, come la vittoria a carte del Millennium Falcon, o la famosa «rotta di Kessel in meno di dodici parsec», di cui viene persino risolto l’apparente errore nella scelta dell’unità di misura (parsec indica infatti lo spazio e non il tempo, essendo pari a 3.26 anni luce). Ma anche situazioni e personaggi inediti fanno la loro comparsa. Tra questi, l’aggiunta più interessante è Qi'ra, interpretata da Emilia Clarke, che gli appassionati fantasy riconosceranno come la Daenerys Targaryen della serie Game of Thrones. Figura misteriosa e affascinante, Qi’ra proviene dal passato di Han sul pianeta Corellia e rappresenta il love interest del protagonista. Clarke è passata così con eleganza dall’epopea fantasy del momento alla più importante space opera di tutti i tempi. Nelle sue parole,
«Ho visto la possibilità di realizzare qualcosa di realmente nuovo e differente in una saga che è conosciuta e amata. C’è molto da dire, nello spazio esistono un sacco di cose».

Altro irresistibile comprimario femminile è L3-37, la ginoide compagna di Lando Calrissian che appare per la prima volta nell’universo creato da George Lucas. È interpretata in motion capture dall’attrice inglese Phoebe Waller-Bridge – qualcuno l’avrà vista nella serie Fleabag –, che ha fornito un appassionato vigore a questa attivista robot che si batte per i diritti degli automi. E che dire proprio di Lando, qui con il volto dell’affascinante Donald Glover – noto anche come Childish Gambino –, che non fa certo rimpiangere l’iconica interpretazione di Billy Dee Williams. Glover ha spiegato che
«Lando vuole romanticizzare il proprio stile di vita, sembrare più fico e raffinato di quanto non sia. E questo vuol dire perdere amicizie, farne di nuove, e vedere alcuni dei tuoi alleati diventare nemici».

Han Solo e Chewbacca

Le avventure di Han, Chewbacca e del Millennium Falcon continuano nel volume a fumetti Han Solo e Chewbacca. Il volume raccoglie due graphic novel del nuovo canone Disney-Marvel-Lucasfilm: il primo, intitolato Han Solo, è scritto da Marjorie Liu, già autrice della serie premio Hugo Monstress, e disegnato da Mark Brooks; il secondo è invece dedicato al solo Chewbacca, ed è stato realizzato da Gerry Duggan e Phil Noto.

Laddove il film ci racconta la vita del contrabbandiere prima degli eventi narrati in Episodio IV, la storia di Liu e Brooks è ambientata poco dopo l’esplosione della prima Morte Nera. Ritroviamo Han nel tentativo di tornare alla vita precedente, dopo l’eroica partecipazione alla Guerra Civile Galattica. Ma è difficile voltare le spalle all’avventura, specialmente quando equivale a impegnarsi una giusta causa.

«Mi sono unito alla ribellione solo per guadagnare facilmente. Dopo aver guadagnato quello che mi serviva, pensavo che Chewie e io saremmo saliti sul Falcon e ce ne saremmo andati. Ma non l’ho fatto».

Star Wars: Han Solo e Chewbacca

Marjorie Liu, Gerry Duggan, Mark Brooks, Phil Noto

Leia affida ad Han Solo un incarico top secret: salvare un gruppo di informatori e spie della Ribellione. Per una missione del genere il contrabbandiere al servizio dell'Alleanza Ribelle ha bisogno di una copertura... Decide così di partecipare con il suo Millennium Falcon alla più famosa e pericolosa corsa di navi spaziali della galassia: il Vuoto del Dragone. Ma in questo volume non poteva ...

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Non solo fumetti

Come spiega la sceneggiatrice, «la storia di ciò che accade tra Una nuova speranza e L’Impero colpisce ancora è quella di un conflitto interno dove [Han] scopre una parte di sé che non sapeva di avere. Non vuole veramente accettarla, non è nemmeno sicuro se gli piace. È stato coraggioso, ma ora sente di dover tornare a com’erano le cose». La Principessa Leia entra così in scena per offrire all’«adorabile canaglia» un compromesso tra la voglia d’indipendenza e l’impegno nella guerra galattica. Arruola lui, Chewbacca e il Falcon in una missione sotto copertura per la Resistenza: partecipare alla pericolosa corsa spaziale «Vuoto del Dragone» per recuperare tre informatori da un territorio ostile.

La storia si sviluppa così come una gara folle e adrenalinica nelle regioni remote della galassia. Liu la paragona al film La corsa più pazza d’America (1981), di cui non riprende però l’approccio scanzonato. Un altro modello possibile può essere identificato nel recente Mad Max: Fury Road, con cui condivide non solo il senso d’urgenza e la violenza dell’inseguimento, ma anche la precisa visione estetica e registica.

Buona parte della potenza espressiva del graphic novel Han Solo deriva infatti dalle matite, chine e composizioni di Mark Brooks. Autore di serie Marvel come Ultimate Spider-Man e Young Avengers, Brooks riesce qui a trovare un compromesso tra realismo evocativo, spettacolarità e dinamismo ipercinetico che dona alla serie un aspetto unico nel panorama fantascientifico. Un approccio visionario e cinematografico che sfrutta appieno le possibilità espressive del fumetto. Molto più di un film su carta, insomma.

In un’intervista, Brooks ha dichiarato che Han Solo «è il mio capolavoro. Non c’è nient’altro su cui io mi sia impegnato così tanto. Spero si veda». Anche la sceneggiatrice Marjorie Liu è entusiasta:

«Il lavoro di Mark su questo fumetto è stato assolutamente strabiliante. Ha dato vita a Star Wars, ha dato vita a Han e Chewie, e la sua attenzione al dettaglio e veramente una cosa dell’altro mondo».

Pensate che persino il demiurgo della saga, George Lucas, è rimasto entusiasta del graphic novel. Ha infatti comprato da Brooks le tavole originali dei primi due capitoli per aggiungerle la propria collezione personale!

L’approvazione del magister Lucas va a confermare il successo di pubblico e critica per una delle miniserie più appassionanti del nuovo corso di Star Wars. Secondo Badcomics.it, Marjorie Liu «ha trovato l’equilibrio giusto tra tradizione e innovazione nell’incipit della sua avventura dedicata a Han Solo», mentre Mark Brooks «fa un ottimo lavoro soprattutto nelle scene d’insieme affollate di alieni e nelle ambientazioni esotiche, rese con buon dettaglio e precisione filologica». Mangaforever rileva invece come «È ovviamente l’azione a farla da padrone con inseguimenti mozzafiato fra navi spaziali e fughe dai soldati imperiali. La Liu riesce, in maniera estremamente intelligente, ad inserirsi, sia con il plot sia soprattutto con la caratterizzazione dei personaggi principali e secondari, fra quelli che sono i momenti principali della saga. Viene fornita così una interpretazione sicuramente familiare di Han eppure fresca e “diversa” merito di una trama che inserisce elementi esplorati solo marginalmente nelle pellicole».

La fortuna di questa miniserie è quindi il risultato di una felice combinazione, quella di due autori al pieno delle proprie potenzialità creative con un personaggio dal potenziale infinito. C’è un motivo se Han Solo continua ad affascinare lettori e spettatori dopo tutti questi anni. Han ci piace perché non è perfetto, perché ha le sue debolezze e momenti di esitazione. Non possiede un potere come la forza, né un’arma fantastica come la spada laser. Non è l’eletto che ristabilirà l’ordine nella galassia. Al massimo, potrà stabilire ordine nella sua vita, contando su stesso, sugli amici e sul proprio spirito d’indipendenza. A conti fatti, Han è un po’ come tutti noi. O è come vorremmo essere.

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