Scoprire Leonardo Sinisgalli, l’eclettico Leonardo da Vinci del ‘900

a cura di Redazione Oscar

Leonardo. Un nome simbolo di eclettismo.
È così per il celebre da Vinci, scomparso cinquecento anni fa e celebrato per il suo genio versatile e visionario; è così per Leonardo Sinisgalli, intellettuale lucano del '900 laureato in ingegneria che fu poeta, narratore, saggista, critico d’arte, traduttore, art director, autore di documentari e programmi radiofonici, disegnatore. Tutto in una vita sola, in una perenne contaminazione del pensiero e una strenua ricerca di una radice poetica e razionale del cosmo.


Leonardo SinisgalliUn giovane Leonardo Sinisgalli al primo anno di Fisica e Matematica (1926)


Nell'anno del cinquecentenario della morte di Leonardo e di Matera Capitale Europea della Cultura (due celebrazioni ideali vicine all'uomo Sinisgalli), arriva in libreria Furor mathematicus (a cura di Gian Italo Bischi), l'opera che più di ogni altra rappresenta l'eclettismo di Sinisgalli e, in generale, del novecento italiano.
Si tratta del primo passo verso il completamento di una trilogia che valorizzerà globalmente l'opera dell'intellettuale. Nel 2020 gli Oscar Mondadori ospiteranno infatti anche i Racconti (a cura di Silvio Ramat) e le Poesie (a cura di Franco Vitelli).
Un lavoro di straordinaria importanza per il quale si ringraziano in primis l'erede di Sinisgalli, la dottoressa Ana Maria Lutescu, e la Fondazione Leonardo Sinisgalli di Montemurro che ha fortemente sostenuto il progetto.



Che cos'è Furor mathematicus?


Massima espressione di una produzione variegata per temi e forme, è una raccolta di saggi, pensieri, lettere, dialoghi, scritti autobiografici, spunti letterari che spaziano dalla matematica alla poesia, dall'architettura alla filosofia, dal design alla fisica, dall'artigianato alla tecnica.

Il volume riporta - per la prima volta e integralmente - l'edizione del 1950, quella che viene ritenuta la più completa perché arricchita da interventi di alto valore che Sinisgalli aggiunge alla precedente del 1944.

Articolato in sette sezioni più un componimento intitolato L'indovino (dieci dialoghetti in stile leopardiano), è un'opera che si è composta a strati, nel tempo, come tutte le sue opere: "Non ho mai scritto un libro secondo un disegno preciso; i miei libri sono nati nel tempo, depositandosi strato su strato", scrive nel 1976.


Leonardo SinisgalliL'edizione dell'opera del 1950

È un'opera snodo nella vita del poeta-ingegnere che, già dal titolo ossimorico, dichiara la volontà di comprendere il reale attraverso l'ordine e la purezza delle regole matematiche, da un lato, l'impulsività e l'irrazionalità di un'intensa ispirazione, dall'altro.


D'altro canto le due principali fonti di metafore per Sinisgalli erano la matematica e la poesia, due sistemi di interpretazione sinergici:

Mi pareva di avere due teste, due cervelli, come certi granchi che si nascondono sotto le pietre.

Speranze, sogni e utopie degli anni '50


Fare una sintesi del passato per creare uno sviluppo nel futuro: Furor mathematicus racchiude tutto il furore progettuale e creativo degli anni 1944-1950.

Siamo nell'Italia che risorge dopo la chiusura nazionalistica e le ferite della guerra, la società sta vivendo uno sviluppo tecnologico senza precedenti, ha bisogno di nuovi modelli di crescita per trasformarsi da Paese agricolo a industriale. 
Se non guidata e sostenuta da un pensiero fertile, quest'evoluzione rischia di tramutarsi in puro dominio tecnologico. Sinisgalli coglie precocemente il rischio e per questo sente l'urgenza di fare una sua proposta: trovare nell'arte e nella poesia canoni stilistici da seguire anche nell'industria e nella tecnologia.


Con Leonardo Sinisgalli tradizione culturale e sviluppo tecnologico si incontrano. Ed è un binomio che ha al centro l'uomo. 


Leonardo SinisgalliSinisgalli con i bambini della scuola elementare Giacomo Leopardi


Di questa Italia che cambia e si trasforma lui respira l'essenza più visionaria. Lavora infatti come responsabile di immagine e comunicazione per alcune delle più grandi aziende italiane al fianco, tra gli altri, di Adriano Olivetti, Enrico Mattei, Giuseppe Luraghi; è creatore e direttore di riviste aziendali innovative come Civiltà delle macchineIl quadrifoglioPirelli, che Gian Italo Bischi definisce "tuttora esempi insuperati di simbiosi fra cultura e industria".
Agli imprenditori illuminati degli anni '50 si affianca come consulente e studioso, definisce con loro una rotta ideale, esplora nuove soluzioni, dà vita a sinergie tra mondi fino ad allora lontani.


Per farlo attinge a un immenso bagaglio di letture e di esperienze: Leonardo da Vinci (a cui sono dedicati anche due saggi all'interno del libro: Il volo degli uccelli e Poetica di Leonardo), gli artigiani rinascimentali, la storia degli automi a partire dall'antichità, la poesia di Valéry, la meccanica razionale di Lagrange, Le città invisibili di Italo Calvino, il pensiero di Archimede e di Pascal...


Il mondo come sovrapposizione di reale e immaginario


Reale e sogno, misura e invenzione: quelli che sembrano poli opposti per Sinisgalli sono materia della stessa realtà.
Da questo deriva una visione contaminata delle arti, come si legge nel libro: 


LA POESIA
"Un quantum, una forza, una estrema animazione esprimibile mediante un numero complesso a+bj [...] somma di un reale e di un immaginario (Cartesio); un vettore, diremmo noi con Marcolongo"

LA GEOMETRIA
"Non è una scrittura, ma una catena di metafore, che solo per un miracolo di natura prendono corpo e diventano cristalli."

L'ARCHITETTURA
"Le misure di un edificio dovevano essere accompagnate da notizie riguardanti la vegetazione del luogo, lo stato del cielo, la rosa dei venti, gl'indici dell'umidità, le carte del sole, la forma delle nubi..."

Leonardo SinisgalliSinisgalli, Ungaretti e Tzara al Ferro di Cavallo




Perché rileggere oggi Furor mathematicus?


Perché è un'opera che ha le sue radici negli anni di trasformazione postbellici, ma offre risposte anche agli attuali cambiamenti della società.
Citando Bischi: "oggi siamo di nuovo in un momento di grande transizione, questa volta verso un'economia e una società della conoscenza e dell'informazione, in cui più che macchine e produzione materiali, quantità di materie prime e forza lavoro, diventano importanti la qualità del sapere e l'innovazione, la conoscenza e la capacità di elaborare dati per estrarne informazioni."

Ma soprattutto è un'opera da rileggere perché testimonia l'importanza dell'utopia, della progettualità degli ideali. Nel furore di Sinisgalli sta un ardore intellettuale che non si sazia, una spinta alla conquista della conoscenza.
È il messaggio di un uomo che ci invita a guardare oltre.

Non stanchiamoci mai di fabbricare ipotesi: una di esse diventa la verità.

Furor mathematicus

Leonardo Sinisgalli

Libro unico nel panorama italiano, Furor mathematicus testimonia, fin dal titolo, una volontà di contaminazione, associando all'idea di ordine, purezza, razionalità, calma e regolarità, propria della matematica, l'entusiastica, irrazionale, disordinata impulsività caratteristica dell'atto creativo.

I temi affrontati da Leonardo Sinisgalli spaziano infatti dalla matematica alla poesia, dalla ...

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La fondazione Leonardo Sinisgalli


La Fondazione Leonardo Sinisgalli ha sede presso la Casa delle Muse, una struttura di proprietà del padre di Sinisgalli, trasformata in una casa-museo ma anche in un Centro di documentazione sinisgalliana, nonchè in un vivace luogo di produzione culturale che, nel corso degli anni, è diventato un punto di riferimento sia a livello regionale che nazionale.

Le iniziative organizzate dalla Fondazione, caratterizzate dalla contaminazione dei sapere e dall’intreccio delle discipline di matrice sinisgalliana, vedono protagonisti ospiti di rilievo nazionale e internazionale, chiamati a dialogare con pubblici differenti, fra i quali spicca in modo particolare quello delle scuole.


Leonardo Sinisgalli

Leonardo Sinisgalli

Leonardo Sinisgalli

Foto credits: Fondazione Sinisgalli