Perché leggere Rocco Scotellaro nell’anno di Matera 2019

Riscopriamo la voce sempre attuale di un grande intellettuale lucano

a cura di Redazione Oscar

Matera 2019 è una grande occasione per l'Italia, un'opportunità di riscoperta dei territori, di valorizzazione delle persone, di condivisione di una tradizione artistico-letteraria che ha radici profonde.
La Basilicata, con la sua Capitale della Cultura, si apre al mondo per ribadire l'accessibilità dell'arte, specialmente quella di un Mezzogiorno che sta conoscendo un Rinascimento culturale.

Nell'anno di questa grande kermesse si inserisce perfettamente la pubblicazione di Tutte le opere di Rocco Scotellaro, scrittore, poeta e politico lucano che con i suoi scritti ha lasciato un'eredità di grande attualità e forza.
Come si legge nell'introduzione al volume a cura di Franco Vitelli, questa nuova raccolta è stata costruita con l'obiettivo di offrire una rappresentazione il più possibile completa delle opere di Scotellaro. È con questo approccio sistemico che ci accostiamo al suo pensiero che tanto racconta anche del nostro presente. 


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Cinque motivi per scoprire Rocco Scotellaro
nell'anno di Matera 2019


1. Il sindaco-poeta


Nato nel 1923 a Tricarico, in provincia di Matera, e morto solo trent'anni dopo nel fiore della sua produzione e della sua azione politica, Rocco Scotellaro è stato un intellettuale a tutto tondo che ha costruito il suo percorso con una pregevole visione unitaria.
Aveva appena diciannove anni quando aspirazioni letterarie e interessi politici si sono uniti in una tensione ideale verso i rapporti umani, la solidarietà e il dialogo. Cattolicesimo, antifascismo e basi del socialismo sono alcuni degli ingredienti della sua prima formazione, scandita dall'incontro con maestri intellettuali e morali come Giovanni Gozzer che l'hanno aiutato a trovare una propria strada.
Sindaco-poeta eletto alle amministrative a soli ventitré anni, ha dimostrato operosità e volontà di conoscenza del contesto sociale, soprattutto del mondo contadino che è stato oggetto privilegiato di alcuni dei suoi scritti più importanti. Così giovane eppure così profondo nelle analisi e nella ricerca di un domani migliore da costruire, soprattutto per i più giovani e per gli umili.


2. Una produzione ricca e varia


Poesie, racconti, prose giornalistiche, inchieste antropologiche, scritti cinematografici: Rocco Scotellaro è stato un autore prolifico e versatile che ha dipinto il Mezzogiorno e i suoi colori, ha scritto riflessioni politico-sociali e ritratti storici.
È l'autore di una "letteratura contaminata" che, come ha sottolineato Nicola Lagioia nel suo studio Attualità di Scotellaro, ha anticipato anche le forme del new journalism americano.
Accostarsi alla raccolta di tutte le sue opere, che il lettore voglia leggerle in sequenza oppure alternarle in un'esplorazione libera, significa coglierne le sfumature sempre cangianti ma con una base compatta di fondo: l'umanità. Questo lo rende uno dei classici della nostra epoca.


3. La forza di un messaggio sociale senza tempo


Rocco Scotellaro ha appoggiato i contadini del Mezzogiorno nelle loro lotte, simbolicamente chiusesi negli anni a cavallo della sua morte.
 Riprendendo le parole di Franco Vitelli, emerge in Scotellaro una "identificazione con il mondo derelitto, incerto nella sua stessa esistenza e perciò bisognoso di supporto".
L'autore canta chi reclama il tozzo di pane e ci conduce tra la folla riunita nella piazza il mese prima della raccolta. Canta l'emigrazione e i padri che sognavano un'America perduta, la terra dove è sempre festa.
Raccoglie le loro storie e le racchiude nei Contadini del Sud, che non sono solo dei meravigliosi ritratti in prima persona di uomini e donne della terra, ma affreschi sociali potentissimi. Falegnami, contadini, proprietari terrieri, dirigenti, maestri di scuola: con lo sguardo Scotellaro abbraccia tutta una società in fermento.  


4. Una visione lungimirante


Scotellaro ha raccontato il vento del cambiamento individuandolo lucidamente nella sua dimensione storica, ma cogliendone anche i limiti.
 Da un lato la lotta dei contadini gli appariva priva di strumenti per opporsi concretamente alla civiltà industriale; dall'altro l'industrializzazione si imponeva con troppa furia, rimpiazzando persone e metodi di lavoro di cui il Paese aveva ancora bisogno.
Leggere Scotellaro non ci porta solo a riflettere sullo stato del Mezzogiorno ieri e oggi, ma a riflettere su tutte le periferie del mondo, sulle terre nelle quali gli emarginati cercano una via. Questo fa di lui "non poeta della Lucania, caso mai delle Lucanie del mondo".
Ed è per questo motivo che i suoi scritti possono essere punto di partenza per un risveglio sociale e culturale oggi


5. Un viaggio in Basilicata


Nell'anno di Matera 2019 leggere Scotellaro significa prepararsi allo spettacolo che la Basilicata offre, con una letteratura che solletica tutti i sensi soprattutto quando in poesia.
Siamo con lui in Lucania e ascoltiamo lo zirlìo dei grilli, sentiamo l'odore del basilico, danziamo nel vento che ci fascia e accarezziamo le foglie dei mandorli. Siamo al Sud, dove gli aratori hanno le facce bruciate come bucce di pane e il mare veste di raso.
È un inno alla sua casa e alla sua gente, una litania, la cartolina da un viaggiatore pieno d'amore. Non è mai una visione stanca e stereotipata del Mezzogiorno, ma più che mai vitale, quasi antropologica. 


Afflitti ulivi
sui tufi di Matera.
O gli amari poemi
delle morte stagioni!


È una notte che fugge la faina
con i suoi occhi di brace. 
E gli antenati ecco sentirsi in canti
per la campagna acquattata:
erano i cafoni in quadrigliè, 
passava la cavalcata della Bruna
a risvegliare le caverne
sui bordi delle rocce
al di là della collina,
era il silenzio dell'acqua infossata
che faceva tuonare la Gravina. 

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Rocco Scotellaro

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