‘Pallottoliere Celeste’: in ricordo di Maria Luisa Spaziani

Poetessa, traduttrice, musa, donna dai mille volti

a cura di Redazione Oscar

In prospettiva si inazzurra il passato.
E benedico i miei e altrui peccati.


Pallottoliere Celeste di Maria Luisa Spaziani è un libro che porta in sé tutto il significato della memoria.
È l'ultima raccolta che l'autrice ha consegnato al suo editore, rimasta inedita fino a ora e adesso entrata a far parte della collana Lo specchio per celebrare il quinto anniversario della sua scomparsa (30 giugno 2014).
Sfogliandola il lettore ritrova ricordi, vecchi amori, il bilancio di un'esistenza fatta di mille stagioni. 


Poetessa, traduttrice, aforista, autrice di teatro e prosa, musa letteraria, Maria Luisa Spaziani ha avuto tanti volti, tutti accomunati dalla ricerca della "parola lancinante" capace di sollevarsi sulla mediocrità.
È stata una donna coraggiosa che ha vissuto il suo mestiere come un'avventura, ha studiato e insegnato le lingue, viaggiato e stretto sodalizi umani e intellettuali con grandi del Novecento: Sartre, Montale, Picasso... A soli 19 anni ha fondato una rivista, Il Girasole (poi Il Dado), che ha ospitato grandi nomi della poesia italiana.

Queste poesie sono un testamento intellettuale; per usare parole d'autrice, come "graniglia di vasto fiume" setacciano e filtrano la memoria raccogliendo la sabbia d'oro della parola e del ricordo personale.
La sua penna si è posata sui paesaggi, sulle rovine del passato, sulle tante forme dell'amore quotidiano, da quello materno a quello sensuale, da quello intellettuale a quello amicale, e lo ha fatto con ironia, consapevolezza, profondità.
Chi legge Maria Luisa Spaziani solo attraverso le parole altrui tanto perde del senso coraggioso del suo viaggio, di una poesia che racchiude sì la memoria, ma non per una glorificazione di se stessa, bensì per lasciare testimonianza vitale di quello che è stato.


Questa è la grandezza di Pallottoliere Celeste: che non è un cimelio impolverato, ma è un quadro dai colori raggianti e vivi, un segno nella poesia del Novecento che non scolora ma adesso acquista nuova luce.


 

Pallottoliere celeste

Maria Luisa Spaziani

Due elementi si impongono in modo netto in questo finale e compostissimo messaggio poetico di Maria Luisa Spaziani: l'impeccabile maestria elegante dello stile e la saggezza riflessiva sulle cose del mondo, sempre filtrate dalla sensibilità acuta e dall'estro della propria esperienza, della propria articolatissima memoria. Una memoria, appunto, quanto mai ricca di episodi e dettagli pronti a r...

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Viaggio tra i versi di Maria Luisa Spaziani

 

Gli anni si accavallano a riccioli di spuma
e a intermittenti ondate nere.
Mi divide dal mare una spiaggia che cresce
nel cuore della notte e mi ributta
relitti di naufragi.

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Vivevo in una bolla sfavillante
di saggezza e piaceri inesauribili.
In quella bolla un giorno rinchiudetemi
(non dentro un legno) per l’eternità.

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Vienimi in sogno e stringimi le mani
con quel tepore a nessun altro uguale.
Non dormo. È quasi l’alba per la prima
volta tu manchi a una promessa.

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Se dovessi rivivere vorrei
essere papa, astronomo o pirata.
Perché la sorte che mi fu concessa
rifiuterà di essere copiata.