La “Collezione di sabbia” di Calvino

a cura di Redazione Oscar

Collezione di sabbia

Da Parigi, Italo Calvino manda ogni tanto al quotidiano a cui collabora un articolo su un’esposizione insolita, che gli permette di raccontare una storia attraverso una sfilata d’oggetti: antichi mappamondi, manichini di cera, tavolette d’argilla con scritture cuneiformi, stampe popolari, vestigia di culture tribali, e così via. Insieme a dieci di queste cronache di passeggiate per le sale di gallerie parigine, Collezione di sabbia raccoglie altre pagine di “cose viste” o che, anche se nate da letture di libri, hanno come oggetto il visibile o l’atto stesso di vedere (compreso il vedere dell’immaginazione). Completano il volume tre gruppi di riflessioni in margine a viaggi in altre civiltà dove dalle “cose viste” s’aprono spiragli d’altre dimensioni della mente

(dalla quarta di copertina, scritta dallo stesso Calvino)

In occasione della riedizione negli Oscar Moderni, Collezione di sabbia ha riacquistato l’inserto di immagini che accompagnava il testo nella prima edizione (del 1984), quella che aveva sulla sovraccoperta il “pesce-occhio” di Luigi Serafini. È stato proprio Serafini a richiamare la nostra attenzione sullo strettissimo rapporto tra testo e immagine in quest’opera di Calvino. Nel ringraziarlo del suggerimento, gli cediamo la parola:

«Collezione di sabbia è un libro illustrato e le immagini svolgono una funzione analoga a quella che svolgono in un libro rivoluzionario come Nadja di André Breton, ovvero liberano lo scrittore da inutili lungaggini descrittive per permettergli di concentrarsi su altri aspetti delle cose trattate. Fu lo stesso Calvino a chiedermi l’immagine dei Pesci-Occhio (all’epoca rimasi semplicemente ammutolito e esterrefatto di fronte all’attenzione di un Mito assoluto nei miei confronti) e mi raccontò nell’occasione la sua idea di libro in cui le immagini dovevano aiutare il lettore a meglio comprendere quello che lui andava scrivendo. Insomma, stiamo  parlando di un unicum della produzione di Calvino.»

I francobolli degli stati d’animo

«È soprattutto attraverso i cibi che Donald Evans stabilisce il suo rapporto con i paesi, cogliendo durante i suoi viaggi i sapori e gli aromi più caratteristici. Dopo un viaggio in Italia inventa un nuovo paese, “Mangiare”, la cui moneta si calcola in grammi e i cui raffinatissimi francobolli sono un museo d’ortaggi e frutti e erbe.

Lo Stato di Mangiare dedica una speciale emissione alla ricetta per il pesto alla genovese, con gli ingredienti fondamentali (basilico, pinoli, formaggio pecorino, aglio).

Durante la Seconda Guerra Mondiale lo Stato di Mangiare viene invaso dall’esercito di Antipasto. Nel dopoguerra, una regione di Mangiare, chiamata Pasta, diventa autonoma; le “Poste Paste” emettono una serie che è uno splendente campionario di varietà di pastasciutta.»

Il patrimonio dei draghi

«Sono una ventina le città francesi in cui una volta all’anno si portava (o si porta) un drago di cartapesta in processione. Il drago ha due aspetti: nemico terrificante nella leggenda, diventa nella processione una presenza carnevalesca e pacioccona, nella quale la città s’identifica e cerca protezione. I lettori di Tartarin, che ricordano come la città di Tarascon andasse fiera della sua “Tarasque”, troveranno in questa esposizione un grande quadro naïf dei tarasconesi che portano la “Tarasque” per le vie. Riprodotto nei manifesti, questo quadro promette al visitatore un’esposizione più vivace e allegra di quanto in realtà non sia.»

Collezione di sabbia

Italo Calvino

«Calvino manda ogni tanto al quotidiano a cui collabora un articolo su un'esposizione insolita, che gli permette di raccontare una storia attraverso una sfilata d'oggetti: antichi mappamondi, manichini di cera, stampe popolari, vestigia di culture tribali... Alcuni tratti della fisionomia dello scrittore vengono fuori in queste pagine: onnivora curiosità enciclopedica e discreta presa di dist...

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