Hemingway: l’uomo e il mito

Un album dei ricordi a cura di Michael Katakis

a cura di Redazione Oscar

Andai in Spagna e corsi con i tori, e poi a Parigi per visitare i luoghi di Hemingway, ma lui non si trovava in nessuno
di quei templi turistici del genere “George Washington ha dormito qui”. Lui era dove era sempre stato, nei suoi libri.

Ernest Hemingway fa parte di quell'Olimpo di scrittori capaci di influenzare generazioni di lettori con la sua produzione e con la testimonianza di una vita straordinaria, attraversata dal filo rosso dei grandi eventi che hanno segnato il Novecento. 
Autore presto consacrato come simbolo di lotta, di ardore e d'avventura, la sua storia inizia a Oak Park (Chicago) ed è stata contraddistinta da grandi passioni: la letteratura, la caccia, la pesca, il viaggio.
Suo padre, Clarence Edmonds Hemingway, era un medico generico, accanito collezionista di monete e francobolli, raccoglitore di cimeli indiani, impagliatore di animali, appassionato di caccia e pesca, ottimo cuoco.
Sua madre, Grace Hall, aveva studiato da contralto, rinunciando alla carriera operistica a causa di alcuni disturbi alla vista e rassegnandosi a impartire lezioni di musica a domicilio.

Hemingway 6Certificate of Identity of Noncombatant for Ernest Hemingway. Certification for Ernest Hemingway to be an accredited war correspondent in the European Theater during World War II, issued 20 May 1944. 
Features an ID photo, descriptive information, and fingerprints. Document in the Ernest Hemingway Collection of the John F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston.


Per rendere omaggio alla grandezza e alla vitalità di Hemingway è uscito a cura di Michael Katakis Hemingway: l’uomo e il mito, un volume che è un po' un diario della vita e dell'arte dello scrittore, con una prefazione di Patrick Hemingway e una postfazione a firma di Seán Hemingway. Costruito grazie alla raccolta di prezioso materiale documentario - migliaia di lettere, fotografie, biglietti di viaggio, appunti, locandine dalla Hemingway Collection della John F. Kennedy Library di Boston - il libro è un regalo per tutti coloro che hanno il culto di Hemingway.
Michael Katakis, scrittore e fotografo che dal 1999 gestisce per conto degli eredi i diritti letterari dell'opera letteraria di Hemingway, più di molti altri è stato capace di cogliere come l'uomo e lo scrittore si sono incontrati e influenzati, grazie a un attento lavoro di raccolta e di ricerca e all'amicizia con Patrick, secondo figlio dello scrittore che ha condiviso con lui aneddoti, racconti, luoghi di famiglia:




Il risultato di questa illuminazione fu che mi stancai presto del mito di Hemingway e compresi che la grandezza dell'uomo sta nel suo lavoro, non nel suo stile di vita, nonostante i due aspetti spesso si intreccino. Più cose venivo a sapere di lui, più capivo con quanta disciplina e dedizione si era applicato alla sua arte, e quanto strenuamente aveva ricercato le parole da mettere sulla pagina. Magari era un genio, come dicono alcuni, ma questo non significa che avesse scoperto una scorciatoia per fare meno fatica. 



Hemingway 2Ernest Hemingway in front of a portrait of himself by Waldo Pierce, at his home in Cuba. Ca. 1953.
Photograph in the Ernest Hemingway Photograph Collection, John F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston.


Hemingway 3Ca. 1953 Ernest Hemingway posed with rifle as a photographer snaps a picture. Africa.
Copyright unknown in the Ernest Hemingway Collection at the John F. Kennedy Presidential Library and Mueum, Boston.

Hemingway: l’uomo e il mito

Michael Katakis

Non ha tenuto un diario, Ernest Hemingway. Però ha conservato di tutto: fotografie e lettere a migliaia, elenchi di libri da leggere, biglietti di viaggio - in aereo ma soprattutto in treno e in nave -, locandine di corride con gli autografi dei toreri, appunti di scene da rielaborare narrativamente, ricevute di hotel e ristoranti, persino documenti riservati e col timbro "top secret"... I "pe...

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Hemingway ha assorbito in sé la vita, ha viaggiato su treni, automobili, aeroplani. Lo abbiamo visto in Italia, in Spagna, in Africa, a Cuba, a Parigi, in Cina, sempre intento a scrivere, a correre, a vivere. 
Ci ha lasciato elenchi di libri che ogni scrittore dovrebbe leggere, storie di coraggio, di colpa e di pena, perché anche del dolore lui faceva letteratura. 

Hemingway 4Ernest Hemingway, Patrick Hemingway, and an unidentified man in Africa, 1953-1954.
Photographer unknown in the Ernest Hemingway Collection of the John F. Kennedy Presidential Library, Boston.


Hemingway 5Ca. 1959. Ernest Hemingway signing an autograph at a bullfight in Aranjuez, Spain
Spain, 1953-1960. Unknown. Ernest Hemingway Photograph Collection. John F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston


Dal volume emerge l'idea che il mito di Hemingway è troppo semplicisticoLui stesso ha indubbiamente contributo a creare per sé l'immagine dell'uomo rude, del valoroso combattente di guerra che beve e conquista le donne con un linguaggio smozzicato e un temperamento cinico. Ma sotto tutti gli strati della sua leggenda, sotto i resoconti di guerra e gli incontri di boxe, c'è il profilo di un artista che ha esercitato un'enorme influenza sulle successive generazioni di autori e un essere umano che aveva una dote rara: la capacità di osservare



Hemingway prendeva nota continuamente, era come ascoltasse e guardasse tutto per immagazzinarlo e usarlo in futuro. Una fotografia che ho scoperto, credo scattata durante una battuta di pesca a Cuba, mostra i semi di ciò che anni dopo sarebbe germogliato nel racconto lungo 'Il vecchio e il mare'. La foto inquadra due vecchi pescatori su una barchetta con una sola, piccola vela. Stanno issando sul fianco della barca un enorme pescespada. È una foto notevole, accurata nella scelta dei tempi e nella composizione. Hemingway stava osservando con attenzione. Con molta attenzione. 

Hemingway 1Ca. 1934. Two unidentified Cuban fishermen pull a large fish into a sailboat, Cuba. Key West Years, 1928-1939 Photographer unknown.
Papers of Ernest Hemingway. Photograph Collection. John F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston



Cinque curiosità dalle lettere di Ernest Hemingway



  • Nel 1925 scrisse allo scrittore F. Scott Fitzgerald descrivendo così la sua idea di paradiso: "una grande arena per la corrida con me che tengo due posti in barrera e fuori un fiume di trote in cui nessun altro ha il permesso di pescare e due belle case in città; una dove terrei mia moglie e i miei bambini e sarei monogamo e li amerei senza mezze misure e l'altra dove terrei le mie bellissime amanti su 9 piani diversi..."

  • Nel 1926 (con due anni di ritardo) si scusò con T.S. Eliot per un articolo non proprio lusinghiero scritto su di lui: "È decisamente troppo tardi ma vorrei scusarmi per un'affermazione offensiva che ho fatto su di lei sulla Transatlantic Review del settembre 1924. Stavo guardando i volumi rilegati della Transatlantic oggi e ho visto l'articolo e ho provato rimorso per essere stato più violento e ignorante del solito"

  • Nel 1945 scrisse alla moglie Mary Welsh (la quarta), che aveva cominciato a studiare la JAI-ALAI, un gioco con la palla basco. Le prime volte che andò a giocare vinse $60 e $30 di scommessa.

  • Nel 1950 scrisse da Cuba al Senatore repubblicano Joseph McCarthy una lettera dai toni accesi, nella quale si può leggere anche: "In realtà non penso che lei abbia il fegato per battersi con un coniglio; figuriamoci con un uomo. Sono vecchio ma mi piacerebbe darle una lezione veloce. Oppure vedere i ragazzi che gliene danno una lenta e accurata."

  • Nel 1951, il giorno dopo la morte della moglie Pauline Hemingway, distrutto dal dolore, lo scrittore scrive all'editore Charles Scribner: "L'ondata dei ricordi si è finalmente sollevata e ha rotto la diga che avevo costruito per proteggere la rada aperta del mio cuore e sento fino in fondo il dolore della morte di Pauline con tutto il lerciume di porto di ciò che l'ha provocata. L'ho amata moltissimo per molti anni e al diavolo i suoi difetti."


 

Le opere di Ernest Hemingway