García Márquez: scrittore e giornalista

5 anni fa ci lasciava il Premio Nobel latinoamericano

a cura di Redazione Oscar

2014-2019

Il 17 aprile 2014, all'età di 87 anni, ci ha lasciato Gabriel García Márquez, Premio Nobel per la Letteratura nel 1982.
Uno degli scrittori più famosi e amati al mondo, in Italia è pubblicato da Mondadori e le copertine dei suoi romanzi più famosi sono di recente state rinnovate nella collana Oscar Moderni, la collana che racchiude i libri-icona del Novecento che continuano a suggerire immagini e parole al nostro presente.

García Márquez

Scopri il restyling delle opere negli Oscar Moderni

Scrittore e Giornalista

Fondamentalmente, sono un giornalista. Lo sono stato per tutta la vita. I miei libri sono i libri di un giornalista, anche se si vede poco.

Gabriel García Márquez

"Lo scandalo del secolo"

Il giornalismo è stata la principale attività di García Márquez, il primo e il più duraturo amore della sua vita, oltre che fonte di ispirazione di personaggi o eventi poi trasfigurati nella sua narrativa.
Lo scandalo del secolo propone il meglio della sua gigantesca produzione, tra quadri di costume, reportage di viaggio, incontri con personaggi destinati a segnare la storia, casi di cronaca nera, riflessioni sulla letteratura.

Bruno Arpaia, scrittore e giornalista, oltre che celebre ispanista, firma l'introduzione Il giornalismo come opera d'arteArpaia, inoltre, è studioso di García Márquez e curatore del meridiano dove sono raccolti i testi narrativi scritti tra il 1972 e il 1994.

Pubblichiamo di seguito la nota del curatore Cristóbal Pera, che di "Gabo" è stato editor e amico.

Lo scandalo del secolo

Gabriel García Márquez

«Sono un giornalista. Lo sono stato per tutta la vita.» Lo scandalo del secolo raccoglie cinquanta "pezzi" giornalistici scritti tra il 1950 e il 1984: dagli editoriali per i quotidiani di Cartagena e Barranquilla, ai grandi reportage dall'Europa per «El Espectador» di Bogotá, fino al giornalismo militante di «Alternativa». Pezzi in cui le cuciture della realtà si stiracchiano a causa d...

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"Il miglior mestiere del mondo"

Gabriel García Márquez ribadì più volte che il giornalismo è “il miglior mestiere del mondo” e che si considerava giornalista ancor prima che scrittore.

Questa raccolta di cinquanta testi di Gabriel García Márquez, pubblicati su quotidiani e riviste fra il 1950 e il 1987 e tratti dalla monumentale Obra periodística in cinque volumi curata da Jacques Gilard, ha lo scopo di presentare ai lettori delle sue opere di narrativa un saggio della sua produzione apparsa su giornali e riviste, frutto di un mestiere che lo scrittore considerò sempre fondamentale per la sua opera. I lettori dei suoi romanzi e racconti troveranno in molti di questi testi una voce riconoscibile, il formarsi di quella voce narrativa attraverso la sua attività giornalistica. […]

Come afferma Gilard, «il giornalismo di García Márquez fu principalmente una scuola di stile, e costituì l’apprendistato di una retorica originale». […]

L’attività di scrittore avrebbe occupato la maggior parte del suo tempo, tuttavia tornò sempre alla sua passione per il giornalismo e arrivò a fondare sei testate, tra cui “Alternativa” e “Cambio”:

«Non voglio esser ricordato per "Cent’anni di solitudine", e nemmeno per il premio Nobel, ma per il giornale».

Lo scandalo del secolo prende il nome dal grande reportage al centro di questa antologia, inviato da Roma e pubblicato in tredici puntate consecutive su “El Espectador” di Bogotà nel settembre del 1955. In quelle quattro parole troviamo condensati il titolo di giornale e l’esagerazione che tende alla letteratura. Il sottotitolo è già una vera e propria perla a firma dell’autore: «Morta, Wilma Montesi si aggira per il mondo». […]

La selezione si è basata su un criterio personale e si è cercato di evitare qualsiasi categorizzazione accademica, stilistica o storica. Come lettore e editor di García Márquez, ho scelto testi in cui appare latente quella tensione narrativa tra giornalismo e letteratura, in cui le cuciture della realtà si stiracchiano a causa dell’incontenibile urgenza narrativa, offrendo ai lettori la possibilità di godere ancora una volta del “cantastorie” che fu García Márquez.

Ma allo stesso tempo García Márquez scriveva le sue opere letterarie ricorrendo ai ferri del mestiere del giornalista, come lasciò detto in un’intervista:
«Quei libri, però, hanno richiesto una tale quantità di ricerche e di verifica dei dati e di rigore storico, di fedeltà ai fatti, che in fondo sono grandi reportage romanzati o fantastici, ma il metodo di indagine e di gestione delle informazioni e dei fatti è da giornalista».

Il lettore troverà pezzi giovanili in cui il narratore in erba è alla ricerca di un pretesto che gli permetta di sconfinare nel letterario, […] precoci frammenti di racconti in cui compaiono la famiglia Buendía e Aracataca, articoli di cronaca […] notizie rielaborate su cablogrammi d’agenzia di altri paesi, riflessioni sul suo mestiere di scrittore […] e decine di altre narrazioni che ci restituiscono il García Márquez che rimpiangeremo per sempre. Parafrasando Gilard, sono testi di
«un giornalista colombiano libero per il mondo».

Cristóbal Pera
(traduzione di Silvia Sichel)

50 anni di "Cent’anni di solitudine"

Il libro più famoso della letteratura in lingua spagnola Mezzo secolo fa, nel giugno del 1967, fu pubblicato Cent’anni di solitudine. Tradotto in più di quaranta lingue, è diventato – insieme al Don Chisciotte – il libro più famoso della letteratura in lingua spagnola. Nel giugno del 2017 gli Oscar…

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