Fruttero&Lucentini: Il cretino è per sempre

a cura di Redazione Oscar

Sconfiggere il cretino è ovviamente impossibile. Odiarlo è inutile

Sul cretino...

Quando scrissero La prevalenza del cretino, Fruttero & Lucentini non conoscevano l’epopea del social network. L’avessero conosciuta, non avrebbero parlato più di “prevalenza”, ma di “dittatura universale”.
Scrivevano: «Una società che egli si compiace di chiamare “molto complessa” gli ha aperto infiniti interstizi, crepe, fessure orizzontali e verticali, a destra come a sinistra, gli ha procurato innumeri poltrone, sgabelli, telefoni, gli ha messo a disposizione clamorose tribune, inaudite moltitudini di seguaci e molto denaro. Gli ha insomma moltiplicato prodigiosamente le occasioni per agire, intervenire, parlare, esprimersi, manifestarsi, in una parola (a lui cara) per “realizzarsi”». Avevano in mente la televisione, i giornali, le radio. Non potevano pensare che, tra le “innumeri poltrone” e gli “infiniti interstizi”, il “cretino” avrebbe avuto a disposizione i vertiginosamente vasti spazi della “blogosfera”.
Pier Luigi Battista

Potrebbe essere la storia d'Italia dal 1861 in poi: una delle tante guerre mondiali, la rivoluzione russa, il giornalismo, il terrorismo, le scoperte scientifiche, i due rami del Parlamento, la famiglia, qualsiasi cosa. In tutto, proprio in tutto, si vede spuntare quella fronte bieca, quegli occhi smorti, quella disperazione: il cretino; la condizione umana, il nostro destino storico, l'apogeo della civiltà è quello, l'impronunciabile (se non si è stoici, buddisti o satirici) prevalenza del cretino. Non serve battersi, se non è per l'onore: prevale, prevarrà sempre... Se qualcuno è crocifisso, state sicuri c'è là un cretino che pianta i chiodi, e li pianta benissimo, con intelligenza. La Chiesa, quando parlava latino (un po' prima che il cretino prevalesse, obbligandola a parlare italiano e a dire «Agnello di Dio che togli i peccati dal mondo» e, con quanta verità, «La messa è finita, andate) diceva non praevalebunt. Intendeva i cretini. Si sbagliava. Prevalgono. La Prevalenza del Cretino è una realtà. Fruttero-Lucentini ama scherzare, ma con questo titolo non ha scherzato.
Guido Ceronetti

Domande sul cretino a F&L

il cretino

Carlo Fruttero (Torino, 1926 - Castiglione della Pescaia, 2012) e Franco Lucentini (Roma, 1920 - Torino, 2002) in una foto scattata a Venezia nel 1995
© La Stampa Cultura 22 aprile 2017

Qual è la prima e più vistosa conseguenza della “prevalenza del cretino”?

F&L Sono saltati i normali parametri del giudizio: politici, metodologici, settoriali. Nessuno funziona più. Si è costretti a fare aggiustamenti tutti i giorni. La misurazione della gente è la base della vita quotidiana, ma adesso come si fa? Che cosa collega questa serie di disastri che ci stanno intorno? Noi rispondiamo che è il cretino, il quale ha finalmente assunto il suo volto autentico di cretino orizzontale, nel senso che attraversa indiscriminatamente ogni categoria sociale.

A parte quelli che nascono cretini, c’è anche un modo per diventarlo?

F&L Finché uno sta nei suoi limiti, non è mai un cretino. Purtroppo, accade come per i peccatori: se non c’è tentazione, non peccano. Invece il mondo si è organizzato in modo che la tentazione di diventare cretini sia perpetua. Non c’è più selezione, non c’è più senso del limite, e il cretino è uno che non vede i suoi limiti.

Stupido e cretino sono la stessa cosa?

F&L Assolutamente no. Per lo stupido vale la definizione di Schopenhauer: è colui che non sa riconoscere la relazione fra causa ed effetto. Invece il cretino, il “post stupido”, nega che ci sia relazione tra causa ed effetto.

Esistono diverse tipologie di cretino?

F&L Il nostro volume tenta una classificazione per temi della vasta materia: il cretino nella scuola, il cretino in viaggio e in vacanza, il cretino nella pubblica amministrazione, il cretino in politica, il cretino intellettuale, il cretino mass-medianico, il linguaggio del cretino, ecc. Un capitolo riservato alle donne ci ha portati alla curiosa scoperta semantica che dire: “è una cretina” non ha, misteriosamente, lo stesso significato sferico, irrevocabile, che dire: “è un cretino”.

Un sinonimo per “cretino”?

F&L Per definire gl’imbecilli, non certo rari neanche allora, i vecchi piemontesi usavano un vivace accoppiamento di parole: quello, dicevano, è una fiera ciula. Dove “fiera” stava per “cospicua”, “eccezionale”, “ammirabile nel suo genere”, come registra il Tommaseo. Nessuno poteva immaginare che col tempo sarebbe cresciuta una varietà di ciula letteralmente, impudicamente, disastrosamente fiera di esserlo.

Il contrario di “cretino”?

F&L Pensiamo a volte che il contrario di cretino non sia “intelligente” ma “sobrio”, nel senso di non ubriaco.

Ritenete esaurito il vostro compito?

F&L E come sarebbe possibile? Il terreno è vastissimo e in gran parte inesplorato, i meccanismi sono ancora ignoti. Bisognerebbe studiare il cretino come Konrad Lorenz studia le sue oche. Per la comune salvezza s’impone una nuova branca del sapere: la cretinologia.

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