Esce negli Oscar Classici “Germinal” di Emile Zola

a cura di Redazione Oscar

Un romanzo “scandaloso”: mette in scena le durissime condizioni di vita e di lavoro dei minatori del Nord della Francia sul finire dell’Ottocento, e affronta così il tema della lotta di classe.
Introdotto da Pierluigi Pellini, il romanzo è presentato nella splendida traduzione di Giovanni Bogliolo (già nel Meridiano Zola, Romanzi vol. III) che nel 2016 ha vinto la prima edizione del premio Stendhal.

Giovanni Bogliolo



Professore emerito di letteratura francese presso l’Università Carlo Bo di Urbino, critico letterario, direttore scientifico della Fondazione Carlo e Marise Bo per la Letteratura Europea moderna e contemporanea, è noto per le sue traduzioni letterarie: di saggi, di autori classici (Potocki, Balzac, Zola…) e moderni (Camus, Gary, Claude Simon…).
Oltre a Germinal, negli Oscar sono presenti la sua traduzione di Nanà, un altro romanzo di Zola appartenente anch’esso alla serie dei Rougon-Macquart, e quella dell’Educazione sentimentale di Gustave Flaubert. Di Flaubert ha curato i due volumi delle Opere per i Meridiani.

La voce del traduttore, Giovanni Bogliolo: "Nella miniera di Zola"

Oltre che il tema – umano, sociale, politico – di Germinal, la miniera ne costituisce anche la metafora. Il romanzo è una ripetuta, angosciosa discesa nelle viscere della terra e, parallelamente, negli abissi di una società di reietti, costretti a lottare disperatamente ogni giorno per mantenersi entro le soglie minime della condizione umana. E le risalite alla superficie – nell’aperta campagna su cui il carbone ha steso una coltre soffocante e nei salotti dei signori dove si consumano gli spensierati riti della vita borghese – sono pause fisiologiche che consentono di acquisire le riserve d’aria necessarie alla prosecuzione dell’apnea e insieme acuiscono la sensazione claustrofobica della discesa successiva. Il tutto all’interno di una vicenda che comprende una discesa agli inferi - del lavoro, dello sfruttamento capitalistico, delle tensioni sociali e della rivolta - e una miracolosa risalita finale. Grazie all’esperienza del Voreux, il pozzo di miniera nel quale il protagonista si cala fin dalla mattina del suo arrivo, e a quella del borgo minerario nel quale viene accolto, quello che all’inizio del romanzo era un fuggiasco infreddolito arrivato in una gelida notte di marzo diventa, in poco più d’in anno, un uomo consapevole che, in una splendida alba primaverile, s’incammina verso il suo futuro di agitatore politico.

La metafora del romanzo come miniera vale però soprattutto per il traduttore, e non tanto perché deve armarsi, se non degli strumenti, del lessico ormai desueto del lavoro di miniera, quanto perché deve scavare pazientemente – e sempre a rischio di crolli, scoppi e inondazioni – in un tessuto linguistico che sembra e in effetti è, come dice Pierluigi Pellini nell’Introduzione, ”un francese standard di tono familiare”, ma capace di contenere e a volte soltanto suggerire tutte le necessarie vibrazioni per esprimere le idee, le emozioni, le sensazioni e le passioni più disparate. Perché, sempre citando Pellini, Germinal “è molti romanzi in uno: favola iniziatica, Bildungsroman socialista, catabasi rigeneratrice, racconto nero, melodramma sentimentale, resoconto documentario, tragedia erotica, romanzo storico, narrazione carnevalesca, prosa poetica e simbolica, epica moderna, mitopoiesi visionaria” e ciascuno di questi registri non vi ha una sua specifica e distinta voce, ma una inavvertita eppur palpabile compresenza, una sorta di basso continuo da cui di volta in volta prende corpo una delle tante e diverse melodie. Non certo per improvvisazione, come avveniva nella musica barocca, ma per adeguarsi agli sviluppi di una vicenda complessa e multiforme, lasciando libero campo d’espressione a temi che sembrano inconciliabili – il sesso e le dispute politiche e sindacali, la passione d’amore e la violenza, sia individuale che collettiva, la beffa volgare e i morsi della gelosia, la festa paesana e la tecnologia mineraria, la malattia e le varie declinazioni del capitalismo – e a toni che altrimenti parrebbero dissonanti, il patetico, l’osceno, il raziocinante, il truculento e perfino l’epico che, nella pagina finale, s’innesta, come un miracoloso ossimoro, su un ceppo che non potrebbe essere più naturalista.

Il lavoro del traduttore è quello di trovare per la lingua d’arrivo un livello standard che abbia la stessa polivalenza e sopporti, senza contraccolpi né scarti, le stesse molteplici e differenti accensioni. Un lavoro apparentemente poco gratificante, perché impossibile da esemplificare nel dettaglio e valutabile solo nella sua globalità, in ragione della coerenza sotterranea che conserva anche nella nuova lingua l’avvicendarsi e talvolta il sovrapporsi dei temi e dei toni. In realtà è grazie a questo scavo paziente che si scopre che Zola non è soltanto un grandissimo romanziere, costruttore di trame che mettono a nudo l’uomo e la società del suo tempo, ma anche un grandissimo, insuperato prosatore, che sa trovare d’istinto, e spesso con la stessa felicità espressiva, il mot juste che Flaubert aveva insegnato faticosamente a cercare.

Il romanzo

Scrive nell’introduzione Pierluigi Pellini:

Zola è Germinal.
Lo sapevano i minatori di Denain, in delegazione ai funerali dello scrittore: in tenuta da lavoro, nell’immenso corteo che si snodava per le vie di Parigi avvicinandosi al cimitero di Montmartre, il 5 ottobre 1902, scandivano il titolo del libro che per primo aveva dato dignità letteraria alla loro inumana fatica, voce universale alle loro sacrosante rivendicazioni, credito poetico, e profetico, al futuro germinare di una società più giusta.
Lo sapevano i lettori comuni del Novecento, e lo sanno quelli del nostro secolo, che al romanzo sulle miniere del Nord hanno assicurato un saldo primato nelle vendite: da molti decenni, e in tutto il mondo, incontrastato best-seller dei Rougon-Macquart.

 

Guarda il video della cerimonia di premiazione

La premiazione si è svolta a Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia a Roma, il 23 novembre 2016.

Il premio



Dal bando ufficiale:

“Milanese. Scrisse. Amò. Visse”: è ben noto l’epitaffio inscritto sulla tomba di Stendhal, un gran viaggiatore, che aveva trovato in Italia la felicità. Con la creazione del premio per la traduzione italiana intitolato all’autore di La Certosa di Parma e delle Cronache italiane, l’Institut français Italia e il Service de coopération et d’action culturelle (SCAC) dell’Ambasciata di Francia in Italia inaugurano un progetto di grande rilievo.

La traduzione, vettore principe per gli scambi culturali, è “la lingua dell’Europa” come diceva Umberto Eco. In questo senso, i traduttori sono protagonisti professionali ed è pertanto importante sottolinearne il ruolo fondamentale. È per tutte queste ragioni che il Premio Stendhal viene lanciato, per sostenere l’eccellenza della traduzione e del lavoro editoriale realizzato a partire dalla letteratura francese.

Il Premio Stendhal è destinato alle opere letterarie (narrativa, teatro, poesia) francesi tradotte in italiano. Esso riconosce sia la qualità della traduzione che quella dell’opera originale. La giuria valuta l’interesse e l’importanza dell’opera in quanto tale, la difficoltà della traduzione e la sua riuscita, e infine la qualità del lavoro editoriale.

Presidente della giuria è Valerio Magrelli, poeta, saggista, docente di letteratura francese e traduttore di numerosi poeti francesi. I giurati: Barbara Meazzi, professore di letteratura e civiltà italiane presso l’Università Nice-Sophia Antipolis; Stefano Montefiori, giornalista, corrispondente del «Corriere della sera» a Parigi; Rossana Rummo, Direttore Generale della DG Biblioteche Istituti Culturali del MiBACT; Emanuele Trevi, scrittore che ha al suo attivo anche numerose traduzioni di autori francesi.

Germinal

Émile Zola

Étienne Lantier, il protagonista di Germinal (1885), trova impiego nelle miniere del Nord della Francia all'epoca della seconda rivoluzione industriale. Sconvolto dalle durissime condizioni di vita dei minatori, Étienne organizza la resistenza, ma lui stesso, insieme alla ragazza di cui è innamorato e al rude amante di lei, finirà per rimanere intrappolato in una galleria. In apparenza un f...

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