Entra negli Oscar “Un mondo a parte” di Gustaw Herling

a cura di Redazione Oscar

Testimonianza o opera letteraria?

«Un mondo a parte non è soltanto una testimonianza, ma anche un’opera letteraria. I libri di polemica politica hanno vita effimera: essi durano quanto le circostanze della polemica. Ma se un libro tocca il fondo della sofferenza umana, se esso la vede con occhi di pietà e la ritrae con i mezzi dell’arte, anche se la sua origine fu occasionale, esso certamente sopravvive ed entra a far parte del patrimonio spirituale che l’umanità si tramanda di generazione in generazione. Il libro di Gustaw Herling ha appunto queste rare qualità. La rappresentazione dei fatti vi è semplice, sobria, cristallina; l’emozione è tanto più intensa in quanto vi è sempre sorvegliata e contenuta. Malgrado tutti gli orrori che descrive, è un libro di pietà e di speranza.»
Ignazio Silone, 1958




Gustaw Herling a Napoli nel 1987, foto © Bohdan Paczowski


«Dei molti libri che ho letto sulle esperienze delle vittime delle prigioni e dei campi di concentramento sovietici, Un mondo a parte è il più impressionante e quello scritto meglio. Herling possiede una rara forza descrittiva, semplice e vivida, ed è assolutamente impossibile dubitare della sua sincerità in qualsiasi punto. Nel periodo 1940-1942 fu dapprima messo in prigione e poi deportato in un campo di lavoro presso Arcangelo. Il libro racconta essenzialmente ciò che l’autore ha visto e sofferto in quel campo.»
Bertrand Russell, 1951

«Un mondo a parte è una testimonianza. Per gli storici, i sociologi che si interessano dell’esperienza del gulag, la testimonianza di Herling, priva di enfasi, di magniloquenza, è fonte di dati, di informazioni di una precisione difficile a trovare. Ma Un mondo a parte non è soltanto una testimonianza. Porta il marchio, la firma, l’impronta che non tradisce di un vero scrittore. Non solo è sincero e veritiero per quanto riguarda la materia storica di cui tratta. È vero anche rispetto alle forme della letteratura, ai valori morali e culturali di una relazione trasparente, complessa e ricca con la letteratura, questa strana occupazione che caratterizza la specie umana.»
Jorge Semprún, 1985

Un mondo a parte

Gustaw Herling

Tra i ghiacci della Siberia, i prigionieri lavorano senza sosta nei boschi a temperature polari: nello stomaco brodo di cavoli e pochi grammi di pane. Sola via d'uscita le automutilazioni che aprono le porte dell'ospedale; unico paradiso, qualche giorno di riposo e una coperta. Con una scrittura di straziante impersonalità che mette il lettore davanti ai nudi fatti, Gustaw Herling - intellettua...

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Un libro scomodo


La lettera del 1952 con cui Herling invia a Croce il suo libro


Scritto nel 1949-50, Un mondo a parte fu pubblicato in traduzione inglese a Londra nel 1951 e questo proposito Herling ricorda:

«A Londra il libro ebbe molto successo due edizioni nell’arco di un paio di mesi, recensioni favorevoli sui maggiori quotidiani e settimanali inglesi. Me ne ricordo in particolare una molto istruttiva per il futuro: il suo autore apprezzava molto i valori letterari del libro, ma aggiungeva che non era poi tanto sicuro che ci si potesse fidare della descrizione dei campi di concentramento sovietici uscita dalla penna di uno scrittore polacco, dato che è nota l’ostilità che i polacchi hanno sempre avuto verso i russi. Già allora compresi che si sarebbe dovuto attendere una descrizione da parte russa del “mondo a parte”. Ma erano ancora lontani Arcipelago Gulag e i Racconti della Kolyma»

In polacco il libro uscì a Londra nel 1953 e a Parigi nel 1965, in russo a Londra nel 1986; ma in Polonia lo si poté leggere ufficialmente soltanto durante i “sedici mesi di Solidarnosc” del 1980 e poi, dopo la caduta del muro di Berlino, a partire dal 1989; in Russia dal 1990.

In Italia fu tradotto nel 1958. In Francia nel 1985.


La prima edizione italiana, Laterza 1958

Herling, Dostoevskij e Primo Levi

Gustaw Herling

Cartella personale di Herling nel campo di Ercevo (Siberia)


«La parte centrale di Un mondo a parte è modellata sulla struttura narrativa di un capolavoro della letteratura europea, le Memorie da una casa di morti di Dostoevskij, che Herling lesse di nascosto nei mesi di detenzione in un gulag sul mar Bianco, dove sperimentò sulla propria pelle le terribili nefandezze dell’universo concentrazionario descritto da David Rousset: la sua identificazione con Dostoevskij, recluso a Omsk, è totale.
Dostoevskij è il simbolo di una “forza straordinaria nel descrivere sofferenze inumane come se fossero una parte naturale del destino umano”, scrive Herling. In un libro sullo scrittore russo, il filosofo torinese Luigi Pareyson ha parlato di Dostoevskij come narratore sublime della “sofferenza inutile”, facendo cioè ricorso alla medesima espressione che Primo Levi adopera nei Sommersi e salvati. Memoria di una casa di morti aveva avuto molta circolazione nella cultura torinese degli anni trenta. Primo Levi ed Emanuele Artom avevano letto quel testo prima di essere arrestati. Una compagna di prigionia di Levi, Luciana Nissim, intitolerà La casa dei morti quella che è in assoluto una delle prime testimonianze di deportazione ad Auschwitz stampate in Italia (1946). E in Se questo è un uomo lo stesso Levi ci presenta il giovane Schlome come colui che lo ha accompagnato “sulla soglia della casa dei morti”.
Il libro di Dostoevskij fa parte in qualche modo di un canone della letteratura dell’annientamento e della sofferenza umana, che, evidentemente, non si ferma davanti alle molte, forse troppe barriere ideologiche dei nostri giorni.»
Alberto Cavaglion, 2004

Tre presidenti per uno scrittore europeo

Il 20 novembre 2012 a Napoli, alla sede della Fondazione “Biblioteca Benedetto Croce” di Villa Ruffo, è stata scoperta una lapide alla memoria di Gustaw Herling. Erano presenti tre presidenti della Repubblica.

«Oggi l’Italia onora insieme con la Polonia Gustaw Herling-Grudziński combattente della libertà, pellegrino della libertà, testimone del secolo. Un grande scrittore polacco del Novecento, che ha lasciato non solo pagine belle e forti letterariamente ma meditazioni profonde sulla vita e sulla storia.»

Giorgio Napolitano

«La vita del grande scrittore polacco Gustaw Herling-Grudziński è simbolo del destino della nostra nazione»

Bronislaw Komorowski, Presidente della Repubblica di Polonia

«Gustaw Herling ha messo in risalto la voce della coscienza individuale, la voce della democrazia e quella della libertà. Un magnifico esempio di uno spirito indipendente di stampo europeo e illuminista.»

Joachim Gauck, Presidente della Repubblica Federale Tedesca

Guarda la cerimonia della scoperta della Targa a Gustaw Herling

Fondazione "Biblioteca Benedetto Croce" di Villa Ruffo, Napoli, 20 novembre 2012

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