Italo Calvino e “Il barone rampante”

Bilancio di un doppio anniversario

a cura di Redazione Oscar

1767 Cosimo sale sull’elce - 1957 Calvino pubblica "Il barone rampante"

Da sessant’anni nella nostra immaginazione un ragazzo vive sugli alberi. Non sembra essere invecchiato dal 1957, quando Italo Calvino gli ha dato il nome di Cosimo Piovasco di Rondò e lo ha reso protagonista di un libro che è diventato un classico della letteratura mondiale, e che è stato tradotto in tutte le principali lingue del mondo.

«Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l’ultima volta in mezzo a noi. Ricordo come se fosse oggi. Eravamo nella sala da pranzo della nostra villa d’Ombrosa, le finestre inquadravano i folti rami del grande elce del prato. Era mezzogiorno e la nostra famiglia per vecchia tradizione sedeva a tavola a quell’ora…»

 

Richard Gere legge un passo del "Barone rampante"

Richard Gere legge un passo del "Barone rampante" nella nuova traduzione di Ann Goldstein (New York University - Casa italiana Zerilli-Marimò, 25 ottobre 2017) Dal minuto 39.14 al 44.43

Il barone rampante

Italo Calvino

«Un ragazzo sale su di un albero, si arrampica tra i rami, passa da una pianta all'altra, decide che non scenderà più. Trascorre l'intera vita sugli alberi, una vita tutt'altro che monotona, anzi: piena d'avventure, e tutt'altro che da eremita. Questo ragazzo che si rifugia sugli alberi vuol essere un eroe della disobbedienza, una specie di Gian Burrasca sullo sfondo della burrasca di tutto ...

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Due anniversari, quattro appuntamenti

Duecentocinquanta anni dopo quel fatidico 15 giugno 1767 la caparbietà di Cosimo, il suo spirito libero e il suo tenace senso civile sono stati celebrati in quattro Università da un affiatato gruppo di studiosi di Calvino durante tutto il corso del 2017: Mario Barenghi (Milano Bicocca), Marco Belpoliti (Bergamo), Laura Di Nicola (La Sapienza), Bruno Falcetto (Milano Statale), Francesca Serra (Ginevra).

Numerose le relazioni, diversissimi i temi trattati. Abbiamo spigolato qua e là.

1 - Quanti personaggi ci sono nel "Barone rampante"?

A Milano (Auditorium dell’Università Bicocca, 27 aprile 2017) il regista Giuliano Scabia crea il casting del Barone rampante. Si comincia con Cosimo, il fratellino Biagio, la sorella Battista e i genitori, la Generalessa e il Barone. E con stupore si scopre che i personaggi del romanzo sono centinaia.

2 - Quanti sono gli alberi nel "Barone rampante"?

Di letteratura e alberi si è parlato a Ginevra (Facoltà di Lettere, 15 giugno 2017).


Il barone rampante, ci ha spiegato Francesca Serra, è un libro che non interessa solo i letterati: affascina anche architetti, botanici, paesaggisti, dendrologi, storici dei giardini. Ad esempio uno dei dendrologi più famosi del mondo, Francis Hallé, che da decenni si batte per la difesa delle foreste primarie e della biodiversità del nostro pianeta, si dichiara “un ammiratore incondizionato” del Barone rampante.

La Facoltà di Lettere ha sede a Ginevra in una strada dedicata a Augustin Pyrame de Candolle, uno dei più celebri botanici europei tra Settecento e Ottocento: più o meno quando Calvino sceglie di far vivere il suo Cosimo. Dall’altra parte l’edificio si trova immerso nello straordinario Parc des Bastions, il maggiore parco storico cittadino. Durante la visita nel parco, guidata da un’esperta dendrologa, sembrava di essere seguiti da Cosimo di ramo in ramo.

3a - Quanti libri contiene "Il barone rampante"?

Se “un classico è un libro che ne contiene molti altri”, Martin McLaughlin a Milano (Università Statale-Università Bicocca, 18-19 ottobre 2017) ha provato a identificare alcuni di quelli contenuti nel Barone rampante.

Calvino e Stendhal
Incipit Il Barone Rampante

«Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l’ultima volta in mezzo a noi.» (Il Barone Rampante, cap. I)
Incipit La Certosa di Parma di Stendhal

«Le 15 mai 1796, le général Bonaparte fit son entrée dans Milan à la tête de cette jeune armée qui venait de passer le pont de Lodi, et d’apprendre au monde qu’après tant de siècles César et Alexandre avaient un successeur.» (Stendhal, La chartreuse de Parme, cap. I)

Calvino e la Chartreuse

«Quanti giovani riceveranno il primo colpo di fulmine fin dalle prime pagine, e si convinceranno d’improvviso che il più bel romanzo non può essere che questo [...] Sarà l’appartenere a una generazione che ha vissuto guerre e cataclismi politici in gioventù che mi ha fatto lettore della "Chartreuse" per la vita?»

Calvino, "Guida alla Chartreuse a uso dei nuovi lettori", 1982, in "Saggi", pp. 959-60

Il Barone rampante e "Robinson Crusoe" di Daniel Defoe
Il Barone rampante, cap. XXI

«[Viola] Tornò a guardare lui. Cosimo quel giorno era vestito da caccia: irsuto, col berretto di gatto, con lo schioppo. – Sembri Robinson!»
Calvino, Defoe: Robinson Crusoe, il giornale delle virtù mercantili, 1957; in Saggi, pp. 833-5

«[Robinson Crusoe] comincia ab ovo e prosegue fino alla vecchiaia del protagonista [...] Minuziose sino allo scrupolo sono le descrizioni delle operazioni di Robinson. [...] appena si è reso conto d’essere l’unico scampato di tutto l’equipaggio – ‘infatti, di loro, non vidi più alcuna traccia, tranne tre cappelli, un berretto e due scarpe scompagnate’ – dopo un rapidissimo ringraziamento a Dio passa a guardarsi intorno e a studiare la situazione. [...] quando apprende l’esistenza d’un gruppo di naufraghi spagnoli in un’isola vicina ha paura d’unirsi a loro perché teme che lo vogliano consegnare nelle mani dell’Inquisizione.»
L’uomo, la storia, la natura: l’ispirazione di "Guerra e pace"
Il Barone rampante, cap. XXIX

«Vous voyez... La guerre... Il y a plusieurs années que je fais le mieux que je puis une chose affreuse: la guerre... et tout cela pour des idéals que je ne saurais presque expliquer moi-même...[...] Je suis le prince Andréj... – e il galoppo del cavallo si portò via il cognome.»
Calvino, Natura e storia nel romanzo, 1958, Saggi p. 30

«Che cosa c’è in queste pagine di Tolstoj, che tanto ci affascina? C’è un uomo con la sua coscienza di sé, della finitezza della sua vita, c’è la natura, come un simbolo di vita ultraindividuale che c’è stata e ci sarà dopo di noi, c’è la storia, il suo trascorrere, il suo cercare un senso, il suo essere intessuta delle nostre vite individuali nelle quali continuamente entra a far parte.»
Nel capitolo XXIII Cosimo impazzisce, come Orlando nel canto XXIII dell’Orlando furioso
Il Barone rampante, cap. XXIII

«Poi venne il tempo della violenza distruggitrice: ogni albero, cominciava dalla vetta e, via una foglia via l’altra, rapidissimo lo riconduceva bruco come d’inverno, anche se non era d’abito spogliante. [...] Neanch’io potevo più farmi illusioni: stavolta Cosimo era proprio diventato matto.»
Ariosto, Orlando furioso, XXIII 133-4

«Quivi fe’ ben de le sue prove eccelse, – ch’un alto pino al primo crollo svelse: / e svelse dopo il primo altri parecchi, / come fosser finocchi, ebuli o aneti; / e fe’ il simil di querce e d’olmi vecchi, / di faggi e d’orni e d’illici e d’abeti.»

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3b - In quanti giorni è stato scritto "Il barone rampante"?

Sempre a Milano, Mario Barenghi ci ha fornito alcune informazioni su date, cronologie, intervalli di tempo.

Calvino annota la data in cui inizia a scrivere Il Barone rampante: 10 dicembre 1956. È il giorno dopo la pubblicazione sull’«Unità» della relazione di Palmiro Togliatti che concluse l’ottavo Congresso del Pci, il primo dopo gli avvenimenti d’Ungheria. La stesura del Barone rampante si lega quindi in qualche misura alla sua decisione di non rinnovare la tessera del Pci: salire sugli alberi è un modo per cercare la giusta distanza da cui valutare la realtà, gli eventi e la Storia. È un atto politico, assimilabile al salire in montagna dei partigiani durante la Resistenza.

Nel 1957, quando pubblica Il Barone rampante, Calvino ha 34 anni: la stessa età di Cosimo quando scoppia la Rivoluzione francese.

In fondo alla prima edizione del Barone rampante Calvino anche la data di conclusione: il 26 febbraio 1957. 278 pagine in due mesi e mezzo! 78 giorni di travolgente felicità creativa.

4 - Quante copertine per "Il barone rampante"?

A Roma (Università La Sapienza, 14 dicembre 2017), dove si è parlato soprattutto di traduzioni, sono state messe in mostra le traduzioni del Barone rampante conservate nel Fondo “Calvino tradotto”.

Copertine puramente grafiche, copertine con fotografie di Calvino, copertine che privilegiano la figura di Cosimo, copertine che privilegiano gli alberi.

"Il barone rampante", metafora della letteratura

Nel finale del romanzo, Calvino scrive:

«Quel frastaglio di rami e foglie, biforcazioni, lobi, spiumii, minuto e senza fine, e il cielo solo a sprazzi irregolari e ritagli, forse c’era solo perché ci passasse mio fratello col suo leggero passo di codibugnolo, era un ricamo fatto sul nulla che assomiglia a questo filo d’inchiostro, come l’ho lasciato correre per pagine e pagine, zeppo di cancellature, di rimandi, di sgorbi nervosi, di macchie, di lacune, che a momenti si sgrana in grossi acini chiari, a momenti si infittisce in segni minuscoli come semi puntiformi, ora si ritorce su se stesso, ora si biforca, ora collega grumi di frasi con contorni di foglie o di nuvole, e poi s’intoppa, e poi ripiglia a attorcigliarsi, e corre e corre e si dipana e avvolge un ultimo grappolo insensato di parole idee sogni ed è finito.»

Ci accorgiamo così che la presa di distanza serve per vedere meglio, che la decisione impulsiva è divenuta strategia esistenziale ed è esercizio di coerenza e prova di fermezza, che salire sugli alberi significa mettersi in condizione di usare l’immaginazione in quel giardino della letteratura dove i rami sono parole.