Adams-Gaiman: Guida Galattica Double Face

a cura di Redazione Oscar

di Lorenzo Fantoni *

Fra autostop e birre

Un uomo sta facendo l’autostop in giro per l’Europa, beve un po’ troppe pinte in un bar di Innsbruck e si sdraia sull’erba, ubriaco marcio a guardare le stelle. Improvvisamente un pensiero gli attraversa la mente:

«Qualcuno dovrebbe proprio scrivere una guida per fare l’autostop in giro per lo spazio.»

Questa è la storia che Douglas Adams raccontava ogni volta che qualcuno gli chiedeva com’era nata la Guida Galattica per Autostoppisti, anche se ormai, dopo averla ripetuta centinaia di volte, non si ricordava più quanto c’era di vero e quanto di inventato per renderla più interessante.

Sarcasmo, autoironia, l’incredibile capacità di guardare i fatti della vita, anche i più crudeli, con un sorriso tra il sincero e il beffardo, un pizzico di satira, follia quanto basta e l’incapacità di capire fino in fondo il limite tra lo scherzo e il momento serio. Queste sono probabilmente le caratteristiche principali che rendono unico e affascinante l’humor inglese, caratteristiche che hanno accompagnato Douglas Adams per tutta la vita e hanno reso iconica ai limiti del culto la sua Guida.

Guida galattica

Un’opera unica, in grado di mescolare la space opera con la messa alla berlina di vizi e virtù della civiltà contemporanea, senza mai risultare spocchiosa, alternando momenti assurdi con idee geniali che si inserisce perfettamente all’interno di una tradizione che lega Adams, i Monthy Phyton, Terry Pratchett, Dr. Who e Neil Gaiman.

Guida galattica per autostoppisti. Edizione double-face

Douglas Adams, Neil Gaiman

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Gli inizi

Douglas Adams iniziò la sua carriera di autore professionista presso il Cambridge Footlights Dramatic Club, un nome che oggi potrà non dirvi niente, ma che nel contesto britannico era una sorta di fucina di talenti in stile Saturday Night Live e svezzò artisticamente anche parte dei Monty Python. Proprio grazie al suo lavoro al Footlighst Adams riuscì a farsi notare da uno dei Monty Python, Grahame Chapman, con cui strinse un breve sodalizio artistico, tanto da essere una delle uniche due persone a risultare tra gli autori del Flying Circus che non facevano parte del popolare gruppo comico inglese.

Dopo questo inizio spettacolare la carriera di Adams subì un brusco stop, il suo stile non piaceva più tanto e non riusciva a far passare le proprie idee comiche nella alla radio né in TV. Questo lo costrinse ad accettare i lavori più disparati che andavano dalla guardia del corpo di un magnate petrolifero del Qatar alla pulizia dei pollai. Alla fine, fu costretto a tornare a vivere con sua madre e una certa mancanza di fiducia in sé stesso divenne parte del suo carattere e della sua scrittura.

Più tardi scriverà:

«Sono da sempre afflitto da terribili periodi di mancanza di fiducia. Ho fatto un po’ di terapia, ma dopo un po’ ho capito che ero come un contadino che si lamenta del tempo. Non puoi aggiustarlo, puoi solo cercare di adattarti e andare avanti.»

Poi improvvisamente le cose tornarono a funzionare, un giorno del 1977 Adams prende un caffè con Simon Brett, produttore e amico che riesce ad avere l’ok dalla BBC per un racconto ironico di fantascienza che inizialmente si chiama The Ends of the Earth e prevede sei storie differenti che terminano tutte con la distruzione della Terra. Mentre scriveva il primo episodio, Adams si rese conto che aveva bisogno di una figura esterna in grado di fornire un certo contesto al racconto, scelse quella di un alieno capitato sul nostro pianeta come consulente per una Guida Galattica. Col procedere della storia la Guida divenne sempre di più il fulcro di tutto, mentre la distruzione della Terra rimase solo come evento scatenante di un qualcosa di molto più ampio.

Guida galattica

La produzione dello show fu uno spettacolo essa stessa: Adams scriveva le cose di getto, spesso mentre gli attori stavano registrando la puntata, anche perché nel frattempo l’autore era impegnato con la produzione di Dr. Who. Il primo episodio andò in onda l’8 marzo del 1978 alle 22.30 senza troppo clamore, ma la risposta del pubblico fu immediata e il passaparola fece il resto.

In quel periodo la cultura popolare stava iniziando a nutrirsi sempre di più di fantascienza e opere come Star Wars o Incontri ravvicinati del terzo tipo, spianarono la strada alla Guida. Il pubblico era pronto ad accettare l’idea di un viaggio nello spazio in stile comico che grazie alle intuizioni di Adams riesce a cogliere perfettamente lo spirito del tempo e a valicare i confini britannici.

Alla terza settimana di programmazione la BBC era già pronta a firmare per la seconda stagione mentre gli editori si mettevano in fila per i diritti di pubblicazione del libro.

Come scrittore Adams si rivelò l’esatto contrario rispetto al caos che aveva caratterizzato la produzione radiofonica. Lo stile di scrittura che lo ha reso immortale è infatti qualcosa di molto simile a un precisissimo lavoro da artigiano in cui niente dev’essere lasciato al caso. Ogni parola, ogni frase viene cesellata per avere il suono giusto e l’effetto indicato. Questo lo portò ad allungare tantissimo i tempi di consegna e se oggi il primo libro della Guida vi sembra brusco nella sua chiusura è perché l’editore gli strappò quasi letteralmente dalle mani le bozze.

L'incontro con Gaiman

Un altro evento interessante della carriera di Adams è che così come lui era affascinato dai Monthy Phyton lui stesso generò un incredibile ammirazione in tantissimi lettori e scrittori. Neil Gaiman, che ha curato Niente Panico la raccolta di scritti e spunti che Adams ci ha lasciato e che potete leggere se rovesciate la nuova edizione edita da Mondadori (sì, avete capito bene, rovesciate e girate il libro, ad Adams forse l’idea sarebbe piaciuta), ha più volte di chiarato che la sua vita di scrittore sarebbe molto diversa se a 22 anni non avesse intervistato Adams.

Guida galattica

A quell’epoca l’autore di American Gods era solo un giovane giornalista di belle speranze. «Mi aspettavo una persona acuta, intelligente e molto stile BBC, qualcuno che avrebbe potuto ricordare la voce della Guida galattica – racconta Gaiman durante la 13esima Douglas Adams Memorial Lecture, una manifestazione che ogni anno ricorda l’autore, scomparso nel 2001 all’età di 49 anni - Sono stato accolto sulla porta da un uomo molto alto, con un grande sorriso e un grande naso un po’ storto, molto goffo ma vivace, come se nonostante la sua dimensione ridicola stesse ancora crescendo».

«Non ho conosciuto molti geni nella mia vita. Alcune persone molto brillanti, ma solo una manciata potrebbero essere definiti geni. Così definirei Douglas perché vedeva le cose in modo diverso, era capace di comunicare il modo in cui le vedeva e dopo che lo aveva fatto era praticamente impossibile tornare a vederle come facevi prima.»

Dopo aver parlato con Adams, Gaiman scrisse un racconto di 5000 battute e lo inviò a un suo amico, uno che aveva fatto qualcosa di simile ad Adams, ma con il fantasy: Terry Pratchett. Dopo qualche mese, l’inventore del Mondo Disco lo richiamò e gli propose di collaborare, il risultato fu Good Omens, da noi Buona Apocalisse a Tutti! Che presto sarà una miniserie di Amazon Prime Video.


 

Lorenzo Fantoni Classe 1981, nasce con l’Atari in mano, grazie a un padre che prima ancora di svezzarlo lo introduce a Star Wars, al rock e a tutto ciò che poteva essere nuovo, tecnologico e fantastico. Dopo una laurea in Media e Giornalismo e tanta gavetta è ora scrittore, autore, storyteller e divulgatore, esperto in cultura pop, tecnologia, gadget e videogiochi. Attualmente collabora con WiredLa StampaGazzettaPlayStation Magazine Ufficiale, TGMMultiplayer.it. Il suo blog è N3rdcore.it.

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